Spoleto

Omicidio Obi, l’accusa: “Ergastolo e isolamento per Dmytro Shurin”

Viene anche rifiutata dalla Corte d’assise di Terni la perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere per Dmytro Shurin accusato dell’omicidio di Bala Sagor, detto Obi. L’accusa ha chiesto l’ergastolo e 18 mesi di isolamento per il 33enne ucraino che appariva disponibile ma capace di gesti di grande efferatezza per futili motivi. “Quando abbiamo aperto il sacco con il suo cadavere con la testa mozzata senza gambe e braccia ho visto la brutalità del male e la cattiveria umana. Non è un banale omicidio di impeto” conclude l’accusa.

Il futile motivo

Bala Sagor è stato ucciso per un debito di 150 euro. “I 12 anni di differenza hanno ingannato un giovane lavoratore, tranquillo, con una buona rete conoscenze e che aveva anche una fidanzata. Lavorava per mandare soldi a casa”. La sua vita è stata spezzata da un 33enne che giocava tutto quello che guadagnava, era solito sfruttare la disponibilità delle persone che lo avvicinavano, forse suscitava fiducia. Sfruttava chi aveva intorno”. Non c’è ludopatia ma un semplice “vizio del gioco” e che secondo l’accusa non può ribaltarsi su questa vicende. “Ha mentito in maniera lucida, una menzogna che ha reiterato fino a che lo ha potuto fare. Ha ammesso la verità quando aveva di fronte un quadro schiacciante. E’ una persona fredda e razionale che raramente ho conosciuto in 40 anni di carriera, con freddezza ha narrato una storia inventata”. “Dopo aver ucciso l’amico va a lavoro, esce alle 23 e inizia il lavorio per la distruzione del cadavere e l’occultamento. E’ lucido nel voler eliminare le prove e il corpo, va ad informarsi su come sbloccare il cellulare in un negozio di telefonia perché avremmo potuto trovare la falsità dei messaggi”, sostiene l’accusa.

L’accusa: ergastolo con 18 mesi di isolamento e nessuna attenuante

Secondo l’accusa si tratta di un reato grave, un’omicidio aggravato dai futili motivi e chiede l’ergastolo e 18 mesi di isolamento. L’ucraino ha sì confessato ma quando non poteva più negare l’evidenza, dopo che aveva visto i fotogrammi del video che lo riprendevano mentre portava la bici di Obi e la sacca contenente il suo busto. Si è mostra addolorato nel processo ma negli interrogatori è stato freddo. La ludopatia è un vizio e non è rilevante per l’imputabilità, “l’omicidio non è collegato alla ludopatia se non in termini lontani e perché chi aveva avuto fiducia in lui gli aveva prestato 150 euro”. Inoltre per il PM non c’è spazio per concedere attenuanti generiche.

La ludopatia e gioco d’azzardo

Seppur dedito a scommesse per l’ucraino Shurin non è provata l’intensità della petizione sull’infermità mentale tale da compromettere i processi conoscitivi della persona, compresi i disturbi della personalità. Anche la ludopatia non risulta particolarmente significativa visto il basso importo che giocava nei centri scommesse, 100 euro. Non c’è quindi vizio di mente, ma una “quadro di normalità con aderenza alla realtà”. Nella lite intercorsa con Obi difettano i requisiti della ludopatia, del vizio di mente e il nesso causale con l’omicidio. La Corte ha rigettato per la seconda volta la richiesta della difesa.

La lite in cantina e il colpo mortale

Obi raggiunge in cantina quasi subito Shurin e sin da subito il tema del dialogo sono debiti dell’ucraino. A marzo 2025 Obi gli presta 200 euro e già da maggio Obi glieli richiede e Shurin restituisce solo 50 euro. Quel giorno Obi chiede a Shurin di saldare il debito, lui si innervosisce e iniziano a spingersi. L’imputatao ha afferrato il coltello da cucina e piantato nel collo di Obi. Lo stesso Shurin lo dice nella sala colloqui a R. ex compagno della mamma. “Abbiamo iniziato a picchiarci sono stato in cantina c’era il coltello vicino l’ho preso e l’ho messo dentro la gola”. L’omicidio è avvenuto in cantina, tutte le relazioni tecnico scientifiche lo dimostrano. Nella cantina sono state trovate tutte le tracce che non lasciano dubbi con riscontri forniti anche dal luminol. “L’unica traccia ematica nella casa di Shurin è sul lavandino che è da contatto che è stata portata là ma nn prodotti materialmente lì. Tutte le tracce ematiche e le impronte sono riconducibili a Shurin e Obi nessuna a terze persone. Il coltello è stato rinvenuto insieme ad altri piatti nella prima ispezione domiciliare, indicato da Shurin e che lui ha riconosciuto nel dibattimento, un coltello da cucina a lama seghettata per uccidere Obi e smembrarne il corpo”, spiega l’accusa. “La morte di Obi sarebbe avvenuta tra le 10,37 e 11,28, dopo Shurin ha continuato la giornata come nulla fosse lasciando il corpo della vittima in cantina. La notte fa ricerche con il telefono cercando posti come il Ponte delle Torri e l’ex ferrovia Spoleto-Norcia”.

Il pragmatismo del male

Shurin la mattina successiva all’omicidio inizia lo smembramento del copro di Obi. Un vicino che condivide il garage sente odore di cadavere in decomposizione, e trova tracce rosse nella cantina. Va dai carabinieri e denuncia il fatto. Sono 3 gli interrogativi: il coinvolgimento di terze persone, il movente e la premeditazione. Obi è stato ucciso per 150 euro, gli elementi raccolti e le prove vanno verso unico movente: un debito di poche centinaia di euro. Dalle dichiarazioni di testimoni, intercettazioni ambientali e dalla versione dell’imputato, Obi non era il solo a vantare crediti con Shurin, lo erano anche i colleghi di lavoro, la dirimpettaia di casa, la proprietaria di casa (da giugno era insolvente) e l’amica. Secondo l’accusa la richiesta di Obi ha innescato un proposito omicidiario in Shurin che ha agito per futili motivi, lo stimolo esterno è banale rispetto alla gravità del reato. E’ un movente economico. La sproporzione dell’atto è anche nello smembramento e occultamento del cadavere evidente allo stesso ucraino che in una intercettazione dice “potevo dargli un pugno” rendendosi conto del gesto eccessivo.

Che ci faceva un coltello in cantina? La casa di Shurin è ordinata. La premeditazione non ci sarebbe: l’ucraino voleva tagliare il legno di una cassetta in cantina ed effettivamente dopo la perquisizione domiciliare si è appurato che non c’erano seghe, tenaglie che potevano essere usate. Poi aveva dato appuntamento all’amica e questo dimostra la non premeditazione dell’omicidio. L’uso della mano sinistra depone per un dolo di impeto che mal si concilia con la premeditazione. Mentre per l’occultamento c’è dolo intenzionale nella sua più grave manifestazione. “Shurin ci ha riflettuto tutta la notte, in un piano logico cosa fare e come fare fino ad arrivare alla soluzione di “sparpargliare” il corpo per Spoleto”, sostiene l’accusa.

Le attenuanti generiche non ci sono, l’incensuratezza dell’imputato è troppo debole come motivo, “è necessaria una valutazione di insieme del reo che è negativa vista l’inaccettabile gravità dei fatti. La sua confessione che ha permesso di ritrovare il corpo non è letta in un’ ottica di collaborazione con le istituzioni. Non sono sufficienti dopo il fatto di particolare efferatezza. Shurin è un freddo e lucido calcolatore, un uomo cattivo e senza scrupoli (ha rubato 8.000 all’unica persona amica e anche madre sola) ha mostrato impassibilità andando nel negozio di telefonia”. Obi aveva progetti era un ragazzo ben voluto da tutti, aveva sogni da realizzare, una progettualità e ora aveva anche risorse economiche. “Quando è stato ritrovato il corpo di Obi e abbiamo aperto il sacco con il suo cadavere con la testa mozzata senza gambe e braccia io in quel momento ho visto la brutalità del male e la cattiveria umana, non è un banale omicidio di impeto” conclude l’accusa.

Articolo in aggiornamento