Gubbio e Gualdo

Oltre 10mila euro di multa per manifesti elettorali, Fd’I “Caso Vitali unico in Italia”

Una sanzione da 10.531,50 euro per l’esposizione di due manifesti sulle vetrine della propria sede elettorale durante l’ultima campagna amministrativa. È la vicenda che vede protagonista Simona Vitali, già candidata sindaco a Gualdo Tadino e attuale consigliera comunale di opposizione, su cui è intervenuto con fermezza il gruppo dirigente regionale di Fratelli d’Italia.

La cifra contestata, definita dal centrodestra “sproporzionata e senza precedenti sul territorio regionale e nazionale” rispetto ad allestimenti analoghi utilizzati da varie forze politiche, è finita al centro di un complesso iter amministrativo e legale.

Vitali aveva inizialmente impugnato i verbali del Comune. Tuttavia, il ricorso di primo grado è stato respinto. La consigliera si è poi trovata a dover rinunciare all’appello: la pendenza della causa con l’Ente ne avrebbe infatti determinato l’incompatibilità con la carica di consigliere comunale. Per non decadere dal ruolo istituzionale e mantenere il mandato elettorale, Vitali ha scelto di interrompere la lite giudiziaria e accettare il verbale, presentando successivamente un’istanza in autotutela per chiedere una riduzione della cifra per criteri di equità, anch’essa respinta dagli uffici comunali.

Sulla vicenda sono intervenuti i vertici di Fratelli d’Italia, tra cui il sottosegretario Emanuele Prisco, il senatore Franco Zaffini e l’eurodeputato Marco Squarta. Pur premettendo che il rispetto delle norme deve valere per tutti, i rappresentanti del partito contestano la rigidità e l’entità della sanzione, sollevando perplessità sulla proporzionalità del provvedimento e ipotizzando “un’eccessiva severità nei confronti dell’opposizione”.

Da parte dell’amministrazione comunale e degli uffici competenti, la procedura e la quantificazione della cifra derivano dall’applicazione rigorosa dei regolamenti e dei verbali emessi per le infrazioni riscontrate, che hanno trovato una prima conferma anche nella sentenza del Giudice di Primo Grado.