Spoleto

Obi ucciso e fatto a pezzi, si apre il processo per Dmytro Shurin

Dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato, occultamento e vilipendio di cadavere Dmytro Shurin, il giovane ucraino reo confesso dell’omicidio del 21enne del Bangladesh Bala Sagor, chiamato da tutti Obi. Oggi davanti alla Corte di assise di Terni (che la settimana scorsa aveva emesso una condanna per un altro omicidio avvenuto a Spoleto, sempre nel 2025, quello di Laura Papadia) si aprirà il processo a carico del 33enne accusato di aver prima ucciso e poi fatto a pezzi l’ex collega per una lite nata da un piccolo debito.

Il giovane Obi, aiuto cuoco in un ristorante del centro storico e che viveva in una struttura per rifugiati a Sant’Angelo in Mercole, era scomparso il 18 settembre, con gli amici e i titolari del locale che, preoccupati, avevano segnalato la sua scomparsa alle forze dell’ordine nelle ore successive. Si temeva infatti che gli potesse essere successo qualcosa di brutto. Subito i sospetti si erano concentrati sul suo ex collega Dmytro Shurin: Obi aveva infatti detto che la mattina in cui poi era scomparso avrebbe dovuto incontrarlo per chiedergli un aiuto nel compilare una documentazione; ma l’ucraino aveva negato con i conoscenti di averlo visto quel giorno.

La svolta era arrivata il lunedì successivo, quando in serata una famiglia residente in via XIV Giugno aveva segnalato la presenza di una bici elettrica abbandonata tra la propria abitazione e i giardinetti di via Primo Maggio, bici identica a quella di Obi, segnalata sui social network come elemento utile nell’appello diramato per la scomparsa del giovane. Le forze dell’ordine intervenute sul posto avevano in pochi minuti fatto la macabra scoperta: lì vicino, in un sacco nero, c’era una parte del cadavere del 21enne.

I carabinieri avevano sin da subito piantonato l’abitazione di Dmytro, a poche centinaia di metri, in via Pietro Conti. Le telecamere di videosorveglianza della zona, compresa quella della casa vicino a cui erano stati rinvenuti la bici e il corpo mutilato, avevano quindi mostrato come il 33enne aveva raggiunto i giardinetti proprio con il mezzo elettrico dell’amico e il sacco nero, per abbandonarli lì.

Incastrato dalle immagini, Dmytro aveva poi confessato l’omicidio una volta portato in carcere. Accompagnando nei giorni successivi gli inquirenti nei boschi alle pendici di Monteluco dove aveva abbandonato gli altri resti del corpo del 21enne, le braccia e le gambe. Secondo quanto ricostruito, l’ucraino avrebbe colpito al collo con un grosso coltello Obi in cantina, dopo che questi gli aveva chiesto indietro per l’ennesima volta una piccola cifra che gli aveva prestato. Quindi la decisione di sezionare il cadavere, per disfarsene più facilmente. Nel mentre Dmytro si era recato regolarmente al lavoro in quei giorni, senza destare sospetti.

Oggi, dunque, si aprirà il processo a suo carico davanti alla Corte d’assise di Terni, durante il quale è prevista la costituzione di parte civile dei familiari del povero Obi, che vivono tutti in Bangladesh, e del Comune di Spoleto.