Scompaiono licenza e libretto di pesca sportiva, a cui residenti e non possono accedere effettuando un semplice versamento. E' questa una delle principali novità introdotte dalla nuova normativa regionale umbra sulla pesca e gli ambienti acquatici (“Norme per la tutela e lo sviluppo del patrimonio ittico regionale, la salvaguardia degli ecosistemi acquatici, l'esercizio della pesca professionale e sportiva e dell'acquacoltura”). Una legge che, come fa notare l'assessore provinciale alla programmazione faunistica Massimo Buconi, ha come caratteristica principale quella di fondere le due precedenti leggi, rispettivamente sulla pesca sportiva e su quella professionale e l'acquacoltura. “Rispetto poi a quanto attiene alla Provincia – spiega l'assessore – la nuova normativa racchiude in un unico articolo, il n.4, le funzioni spettanti all'Ente, specificando che questo può concedere finanziamenti in materia di pesca sportiva, tutela e conservazione del patrimonio ittico e rilasciare autorizzazioni in materia di prelievi a scopo scientifico, strutture di risalita per il pesce, interventi su fiumi e laghi, impianti di acquacoltura, concessioni di pesca professionale, autorizzazioni e non più concessioni per laghetti”.
Ma è sul fronte delle licenze di pesca, come detto, che la nuova legge riserva le novità più significative. Infatti, mentre per la pesca di tipo professionale rimane valida la licenza, il cui rilascio continua ad essere disciplinato dalla Provincia, con una riduzione però del costo (pari a 32 euro), nel caso della pesca di tipo sportivo le pratiche avranno un diverso iter. Per i residenti in Umbria la licenza, annuale, non è più rilasciata dall'Ente, ma è costituita dalla semplice ricevuta del versamento (pari a € 35,00); per i non residenti, sia italiani (se non in possesso di licenza rilasciata dalla Regione di provenienza), che stranieri, la licenza, trimestrale, non più rilasciata dalla Provincia, è costituita dalla semplice ricevuta del versamento, di validità trimestrale, del valore di €15,00. “La nuova normativa – commenta Buconi – valorizza inoltre notevolmente il mondo associazionistico, in quanto promuove la collaborazione con le associazioni e prevede la possibilità di concedere contributi per la realizzazione di progetti per la tutela del patrimonio ittico e degli ambienti acquatici. D'altro canto sono previste maggiori restrizioni per quanto riguarda lavori di manutenzione degli ambienti fluviali e lacustri, al fine di tutelare maggiormente la fauna ittica. Infine, cosa di assoluta novità, vengono regolamentati gli sport fluviali con l'individuazione dei tratti in cui questi possono essere consentiti e delle modalità di svolgimento”. Le licenze di pesca sportiva e professionale in corso di validità ed in regola con i versamenti dovuti alla data di entrata in vigore della legge naturalmente conservano la validità fino alla data della loro scadenza.