Nordio conferma estradizione per Pecorelli "Un'ingiustizia" | Il nuovo progetto "alla moda" - Tuttoggi.info

Nordio conferma estradizione per Pecorelli “Un’ingiustizia” | Il nuovo progetto “alla moda”

Davide Baccarini

Nordio conferma estradizione per Pecorelli “Un’ingiustizia” | Il nuovo progetto “alla moda”

L'ex imprenditore presenta il suo capo d'abbigliamento di lusso ma si sente "tradito da questa Repubblica. Prenderò cittadinanza albanese" | Estradizione imminente "Attendo solo la data"
Ven, 28/03/2025 - 14:28

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Alla fine nemmeno il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha “graziato” Davide Pecorelli dall’estradizione in Albania. L’ex imprenditore ha dato l’annuncio questa mattina (28 marzo) all’Hotel Tiferno di Città di Castello, dove peraltro ha presentato un nuovo capo di abbigliamento strettamente legato alla sua vicenda giudiziaria.

“Decisione del Ministro è un’ingiustizia”

Questa decisione di consegnarmi allo Stato albanese mi lascia perplesso – ha detto l’ex arbitro di San Giustino – Non ho mai negato di aver commesso reati in Albania e ho risarcito i danni ben oltre il loro valore, come nel caso dell’auto a cui avevo dato fuoco. Tuttavia, il Ministro ha deciso di estradare un cittadino italiano, incensurato fino ai 48 anni, ex ufficiale dell’esercito, arbitro e 4° ufficiale fino alla Serie A e imprenditore che ha dato lavoro a centinaia di persone.

Pecorelli ha poi citato il caso di Gabriele Marchesi, coimputato insieme alla Salis in Ungheria, salvato dalla Corte d’Appello di Milano proprio per le condizioni non idonee delle carceri locali. “Anch’io avrei potuto essere salvato dalla Corte d’Appello di Perugia per le stesse ragioni“. Inoltre il 50enne ha ricordato come di recente siano stati “liberati da Nordio pure l’ingegnere Abedini, accusato di progettare droni da guerra e sotto mandato di estradizione dagli Usa, e il generale Almsri, sospettato di crimini contro l’umanità e di guerra. Ecco perché mi sento un cittadino di serie B”.

Nonostante la decisione di Nordio, comunque, il “naufrago di Montecristo” ha dichiarato di non temere il carcere, ma di essere preoccupato per la sua famiglia: “Ho quattro figli, un padre anziano e fratelli disabili. Accetto la decisione del Ministro ma la ritengo un’ingiustizia perché non sono state valutate la gravità del reato e le condizioni personali dell’imputato. Non sono un santo, ho commesso reati anche in Italia e ho pagato. Un curatore fallimentare ha sequestrato tutti i miei beni ma sono stato trattato come un mafioso”.

L’estradizione imminente e la cittadinanza albanese

La data della consegna alle autorità albanesi non è ancora stata stabilita, ma dovrebbe avvenire entro un mese dalla firma del decreto del Ministro, avvenuta addirittura il 12 marzo scorso. Pecorelli verrà prelevato dalla polizia albanese in un aeroporto italiano e condotto in un carcere locale, dove un giudice deciderà se trattenerlo in detenzione preventiva o concedergli gli arresti domiciliari in attesa dell’appello – la sua condanna a 4 anni di carcere non è ancora definitiva – previsto entro il 2025.

Nel frattempo, l’ex imprenditore sta avviando le pratiche per ottenere la cittadinanza albanese: “Mia moglie è albanese e ci siamo sposati nel dicembre 2023. Una volta ottenuta la cittadinanza, rinuncerò a quella italiana perché mi sento tradito da questa Repubblica.

Il nuovo progetto “Castello d’If”

Nonostante le difficoltà, Pecorelli ha sempre dimostrato di voler “proseguire con la vita”, e anche stamane lo ha dimostrato illustrando il suo nuovo progetto nel mondo della moda. Durante la conferenza stampa ha infatti presentato un capo di abbigliamento esclusivo, ispirato alla sua esperienza e battezzato “Castello d’If”, in riferimento alla prigione del celebre romanzo Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas. “L’idea è nata dopo il mio arresto del 10 dicembre 2022. Sono stato prelevato da 15 agenti mentre lavoravo in una sartoria e, sebbene sia stato rilasciato dopo 48 ore ho vissuto l’ingiustizia sulla mia pelle. Da qui è nata l’idea di un capo simbolo”.

Il progetto, realizzato con la collaborazione dell’azienda artigianale guidata dalla moglie, punta al mercato del lusso. “Si tratta di un capo in cachemire 100% italiano, con dettagli esclusivi: ogni bottone vale oltre 1.000 euro, i 16 bottoni sono in oro e uno stemma personalizzato funge da marchio di fabbrica. Il prezzo oscilla tra i 20 e i 30 mila dollari. Verrà lanciato alla Paris Fashion Week nel marzo 2026 con una griffe importante“.

Il futuro “Temo di non poter festeggiare la Pasqua a casa”

Nonostante la prospettiva dell’estradizione, Pecorelli cerca dunque di mantenere un atteggiamento positivo: “Oggi è un giorno di festa per mia moglie, che ha dedicato la sua vita alla moda. Non voglio perdere la speranza: il meglio deve ancora venire”. Tuttavia, ha anche ammesso le sue preoccupazioni: “Potremmo fare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ma i tempi sono lunghi. Per allora, potrei già essere scarcerato. Ho comunque deciso di non ricorrere nemmeno al Tar“.

Al momento Pecorelli resta in Italia con obbligo di firma tre volte a settimana e divieto di espatrio. La sua estradizione, tuttavia, è ormai inevitabile: “Il Ministro mi ha concesso almeno di restare a casa fino all’ultimo giorno, ma presto arriverà la data di consegna. Temo di non poter neanche festeggiare la Pasqua a casa“.

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