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“No a declassamento ospedale”, Stirati incontra operatori del Laboratorio Analisi

Redazione

“No a declassamento ospedale”, Stirati incontra operatori del Laboratorio Analisi

Il sindaco di Gubbio promette “Ci mobiliteremo per bloccare delibera regionale”, cosa rischia la struttura di Branca
Mer, 19/09/2018 - 16:25

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“No a declassamento ospedale”, Stirati incontra operatori del Laboratorio Analisi

Questa mattina (mercoledì 19 settembre) il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati, accompagnato dalla vice Rita Cecchetti, ha incontrato dirigenti, medici e operatori del Laboratorio Analisi dell’Ospedale comprensoriale di Branca, per valutare le conseguenze della recente delibera della Regione Umbria che ‘declassa’ il laboratorio analisi da ‘centro Hub’ (aperto 24 ore) a ‘centro Spoke’ (con un’attività di 6-12 ore e in rete con Città di Castello).

Presenti all’incontro voluto dal sindaco anche il direttore sanitario di presidio Teresa Tedesco e il responsabile del Laboratorio analisi Paolo Menichetti, che hanno valutato “devastanti per l’intero nosocomio le conseguenze di tale decisione, assunta dalla Regione senza condivisione alcuna con i livelli politico-istituzionali e con la comunità dei territori che verranno penalizzati dalla scelta”. Infatti, a cascata, rischiano di essere coinvolti tutti i servizi dell’Ospedale, che opera in un sistema territoriale di sviluppo e in crescita, compresa la prossima attivazione della terapia semintensiva.

Risulta incomprensibile la scelta di penalizzare la struttura del Laboratorio Analisi di Branca – ha spiegato Tedescopoiché attualmente siamo Dipartimento d’emergenza di primo livello e garantiamo prestazioni per un’area vasta, con funzioni di baricentro in un territorio ampio che arriva fino alle Marche, grazie alle nuove vie di collegamento. Se va avanti la delibera regionale, si avranno conseguenze sul personale e sul sistema degli acquisti, che per Branca vedrà ridotta l’assegnazione di risorse e materiali”.

Preoccupazioni a cui si è associato Menichetti, che ha ribadito: “Abbiamo livelli alti di parametri di qualità, tempestività, in raccordo con il territorio e i centri prelievo, e svolgiamo anche esami specifici a livello regionale, come quello per la fibrosi cistica, con personale specializzato. Copriamo h24 con 3 dirigenti medici e 13 tecnici di laboratorio prestazioni complesse e assicuriamo risposte rapide per patologie d’urgenza che non possono correre il rischio di subire conseguenze anche per la salute nella tempestività di diagnosi, con esami che prevedono uno spostamento di 70 km in più per andare a Città di Castello. Non saremo più in grado di coprire le circa 20 richieste notturne a notte e le oltre 80 la domenica.

Stirati, che già da subito nei giorni scorsi aveva espresso rimostranze al competente assessore regionale Barberini, ha confermato il massimo livello di attenzione e allarme: “E’ inaccettabile il contenuto della delibera regionale che rischia di scardinare il sistema ospedaliero di Branca, in forte crescita come attestano i numeri e investimenti per migliorare l’efficienza. C’è il rischio di penalizzare un territorio già svantaggiato a livello economico e nei collegamenti. Ci stiamo mobilitando come territorio, anche con i sindaci interessati per attivare un’azione di sensibilizzazione sulla Regione, bloccare gli effetti della delibera e modificarla. Il nostro ospedale non può essere considerato un nosocomio al di sotto delle prerogative e dei contenuti organizzativi e sanitari di quello di Città di Castello, una sorta di succursale. Non siamo secondi a nessuno”.

Anche il consigliere regionale Andrea Smacchi, intervenuto all’incontro, ha garantito il massimo dell’impegno:  “Ho già espresso perplessità per il nuovo assetto organizzativo della rete regionale dei laboratori e ho annunciato un’interrogazione in Consiglio Regionale sul declassamento del laboratorio dell’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino, sede di Dea, che in quanto tale necessita di un laboratorio operante h24. La riorganizzazione operata dalla Regione deve tenere conto delle peculiarità dei territori e valutare la razionalizzazione delle risorse; francamente in questa decisione non si capisce quale sia il risparmio, penalizzando nel contempo fortemente i cittadini. Anche perché è stato riconosciuto che l’ ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino è fortemente cresciuto in Umbria, in termini di prestazioni e di fatturato, grazie all’ottima organizzazione e alla presenza di realtà di eccellenza”.


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