Perugia

Neonata morta per meningite, famiglia avvia raccolta fondi per l’ospedale di Perugia

Si chiamava Anna la neonata di appena 5 mesi che il 17 febbraio scorsa è morta all’ospedale di Perugia per una meningite fulminante. Dal dolore per questa tragedia, la famiglia ha voluto far nascere un seme di speranza per i tanti piccoli pazienti e i loro genitori della Unità di terapia intensiva neonatale del Santa Maria della Misericordia. Per questo la mamma della piccola ha avviato una campagna di raccolta fondi, sulla piattaforma Buonacausa.org in sua memoria a sostegno proprio del reparto, per permettere l’acquisto di materiale di pronto intervento e prima necessità.

“Un dono in memoria di Anna!” è il titolo della campagna di crowdfunding, che ha raccolto già oltre 4mila euro, con l’obiettivo di arrivare a 10mila.

Per descrivere la buona causa, i genitori hanno scritto una lettera simulando una lettera della loro neonata. “Ciao, mi chiamo Anna – vi si legge – e purtroppo la vita terrena mi ha riservato una crudeltà troppo grande per essere io così piccola. Il 17 febbraio, in pochissime ore, una meningite fulminante mi ha strappato dalle braccia della mia mamma, del mio papà e dalle coccole della mia Sorellona. I miei genitori in quest’enorme tragedia, nonostante i sensi annebbiati, hanno visto la profondità dell’animo umano e ricevuto un calore difficile da descrivere che li spinge a non smettere di credere alla vita come ad un dono immenso, anche quando ci mostra il suo lato più spietato.

In quelle ore di attesa, all’interno della Family room, si vive sospesi, cosi come lo sono tutte quelle piccole creature come me, ricoverate presso l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Sospesi nell’attesa che le cure giungano al termine, cosi da ritornare e cullarsi tra le braccia dei loro genitori. In quel momento e nei giorni a seguire, la mia famiglia ha provato un senso di profonda riconoscenza e gratitudine. Ogni persona presente ha manifestato vicinanza e professionalità: in ambito medico, per non farmi volare via; umanamente, di conforto e supporto ai miei genitori e familiari, pur dovendo comunque portare avanti le attività che il Reparto richiedeva. La vicinanza di tutta l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale ad oggi non si è assolutamente esaurita ma si è protratta e continua ad essere sentita.

Tutto ciò li ha spinti ad attivare una campagna di raccolta fondi per l’acquisto di materiale di pronto intervento e di prima necessità, come potrebbe essere un “semplice” materassino antidecubito, delle lampade per riscaldare e tantissimi altri strumenti che renderebbero l’attività professionale più agevole e le cure “confortevoli”. Vi ringraziamo fin d’ora per la vostra vicinanza e per il vostro supporto a questo piccolo progetto che di sicuro sarà d’aiuto a chi come me è entrato e, tutt’ora è, in Reparto”.