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Nel blitz di via Isonzo fermato un giovanissimo con una pistola 'Beretta' rubata e due caricatori pieni

Claudio Bianchini

Come anticipato ieri daTuttoggi.info, il blitz della Polizia fatto scattare all'ora di pranzo lungo la trafficatissima via Piave – per l'esattezza nella traversa di via Isonzo – ha portato ad un clamoroso 'colpo di scena'. Il Commissariato di Foligno ha infatti bloccato un giovane – A.S.le sue iniziali – di nazionalità albanese – classe 1990 – che girava in auto con una pistola 'Beretta' 9X17 insieme a ben due caricatori pieni di proiettili ed altre due scatole di cartucce. Un'arma pronta ad essere immediatamente utilizzata per qualsiasi evenienza. A fermare il malintenzionato sono stati proprio gli uomini del Vice Questore aggiunto, Bruno Antonini, che nella tarda mattina di ieri – come annunciato da 'Tuttoggi.info' – hanno attuato un blitz in via Isonzo a seguito – è stato detto nella conferenza stampa di questa mattina – di un normale posto di blocco. E' stato confermato anche il modello dell'auto posta sotto controllo – come segnalato dai residenti della zona – si tratta infatti di una Audi A6 di colore grigio metallizzato. L'operazione avviata intorno a mezzogiorno e tre quarti è durata circa un'ora per concludersi intorno alle una e mezza, quando – per l'appunto – alcuni frequentatori della zona avevano visto gli agenti procedere al blocco di alcune persone e trasferire il mezzo nei locali della caserma di via Garibaldi. A far scattere il blitz – è stato riferito – son stati proprio i comportamenti dello stesso albanese – apparso molto agitato – ed i precedenti per droga del conducente. Nell'auto è stata rinvenuta una borsetta con all'interno l'arma e le cartucce che il 23enne ha poi ammesso essere di sua proprietà. La Beretta – con la matricola ancora non abrasa – è risultata essere frutto di un furto che risale allo scorso 19 dicembre effettuato nella zona di Perugia, nel corso del quale erano stati rubati anche oro e alcuni preziosi. L'albanese è stato quindi sottoposto a fermo per ricettazione. Ad occuparsi del caso è ora il Pm Pietrazzini, mentre resta ancora sconosciuto il motivo per il quale l'albanese girava in auto a Foligno con la pistola. Saranno gli esami balistici a decretare se l'arma abbia sparato o meno. Tra le ipotesi, quella che la 'banda' potesse avere in mente un 'colpo' in zona, probabilmente in una banza, una filiale postale o una gioielleria, vista l'arma e le munizioni a disposizione con l'ausilio di una vettura rubata. Ma su questo sono ancora in corso indagini approfondite.