Negozi in fuga dal centro, ecco i numeri

Negozi in fuga dal centro, ecco i numeri

Todi, sono 42 i negozi vuoti solo nell’asse via Ciuffelli-ex ospedale | Confcommercio: situazione grave. Il “piano” del Comune

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A lanciare l’allarme sulla “contrazione della domanda e un ritorno sul mercato di immobili resisi liberi per la chiusura di alcune attività commerciali” è stato il Comune di Todi nella delibera con la quale ha confermato, anche per il 2018, lo stop all’aumento dei canoni di locazione per i locali commerciali di proprietà del municipio. Il provvedimento prende le mosse dal tentativo di scongiurare “l’eventuale chiusura di altri negozi nel centro storico, magari con il trasferimento delle attività fuori dall’acropoli” che “porterebbe ad un ulteriore impoverimento della città”. L’amministrazione ha insomma ben chiara l’emorragia che sta “dissanguando” l’acropoli. Colpa di una ferita che non inizia certo oggi o nei mesi scorsi, ma che si trascina ormai da anni.

Il risultato è evidente, soprattutto percorrendo l’asse che da via Ciuffelli – ossia l’ingresso che porta verso piazza del Popolo – prosegue fino all’ex ospedale, passando per corso Cavour e via Roma.

Contando soltanto le vetrine che sia affacciano su queste vie, e quindi sul cuore del centro storico, tra serrande abbassate, cartelli “affittasi” o proposte di vendita, i negozi vuoti sono 42. In alcuni casi si tratta di attività che hanno lasciato la loro sede originaria per trasferirsi in altri spazi, fuori o dentro le mura, ma che non sono stati rimpiazzati. Altre situazioni vedono invece attività commerciali che hanno provato a partire ma che sono durate – nella migliore delle ipotesi – appena una stagione.


Negozi in centro, mano tesa dal Comune di Todi


Il quadro è ben presente nelle analisi di Confcommercio Todi che ritiene la situazione “grave” e mette sul piatto almeno un paio di proposte per cercare di invertire la tendenza. La prima: sollecitare i proprietari dei locali sfitti ad una maggiore cura degli spazi esterni e delle vetrine, almeno con l’obiettivo di trasmettere un’immagine di decoro della città. La seconda, ragionare assieme sulle richieste d’affitto, verificando la possibilità di offrire canoni più bassi.

L’amministrazione comunale sta valutando da diverso tempo le soluzioni ottimali per riportare attività commerciali e artigianali all’interno delle mura – commenta l’assessore comunale al commercio, Claudio Ranchicchio – contemporaneamente ad un maggior decoro e più sicurezza. Tale percorso parte intanto dal progetto per il decoro urbano della piazza, con il rifacimento dell’arredo e tutta la nuova illuminazione di piazza del Popolo e piazza Garibaldi e poi con il raddoppio e l’efficientamento dell’ascensore di porta Orvietana. La realizzazione di quest’ultimo intervento potrebbe garantire una maggiore facilità d’accesso al centro, unitamente allo stop per i pullman da 50 posti che non arriverebbero più in piazza Jacopone, creando danni sia alla viabilità che al manto stradale. Di sicuro, tale riqualificazione sarebbe un ottimo incentivo ad investire in centro, ma pensiamo sia il caso di abbinare altri interventi. A porta Romana, ad esempio: qui sarà attivato un parcheggio low-cost per i camper e si sta lavorando ad un riutilizzo di parte dell’ex ospedale per servizi sanitari aggiuntivi.  Poi è allo studio della giunta anche la possibilità di individuare degli incentivi fiscali per chi aprirà nuove attività nel centro storico. Infine, e sarebbe una grande ciliegina sulla torta, si sta facendo uno studio di fattibilità sul nuovo parcheggio di Simoncino, che completerebbe il piano di rilancio per la fruibilità del centro. Inoltre presto partiranno anche ordinanze sul decoro per tenere i locali commerciali e le vetrine di proprietà dei privati in ordine, rispettando anche tutte le norme igienico-sanitarie. Infine, ufficio tecnico e lavori pubblici stanno elaborando un nuovo piano per combattere l’annosa problematica dei piccioni. L’attuazione di tutto questo, in tempi abbastanza brevi, garantirà di sicuro una potenziale maggiore attrattività per chiunque voglia investire su una nuova attività in centro storico”.

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