La festa del santo patrono Giovenale, primo vescovo della città vissuto nel IV secolo, è per la comunità narnese un forte momento d’incontro, nel rinnovare la tradizione religiosa e culturale nelle sue diverse valenze sociali e religiose. La festa religiosa arriva nel 1650 anniversario della nascita al Cielo di San Giovenale.
Domenica 3 maggio alle ore 10.30 si terrà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Enrico Feroci alla presenza delle autorità civili e militari e concelebrata dai sacerdoti della diocesi, con l’offerta dei ceri da parte delle parrocchie dell’antica diocesi di Narni: il Sindaco ed il Cardinale accenderanno la lampada votiva davanti al busto di San Giovenale, seguirà poi la processione per le vie cittadine con il busto del Santo e la benedizione a piazza dei Priori. Il tutto accompagnato dallo scenario della città antica e dalla coreografia della sfilata del corteo storico in abiti medievali. Sempre domenica 3 maggio alle ore 21,15 in cattedrale si terrà il concerto del Coro Harmoniæ cœlestes direttore Fabrizio Antonelli, del Coro “Le Cantarine di Porta Sole direttore Claudia Puletti, organo portativo Oreste Calabria, fiato storici Valdimiro Vagnetti, del Coro del Triennio del liceo musicale “F. Angeloni” di Terni direttore Marco Venturi, pianoforte Irene Franceschini, del Coro di voci bianche “Le Biscromine” della scuola di musica Concertino direttore Fabrizio Antonelli. Sabato 2 maggio alle ore 21.30 la rievocazione storica in Cattedrale dell’offerta dei ceri al Patrono San Giovenale, con la luminaria delle Autorità Comunali, dei Terzieri, delle Corporazioni e dei Castelli, che porge il proprio omaggio all’amministratore diocesano don Matteo Antonelli. Durante il rito sarà presente il Capitolo dei Canonici della Cattedrale e si compirà la tradizionale “liberazione del prigioniero” tradotta in una contemporanea opera di carità, segno tangibile dell’attenzione verso le periferie esistenziali.
San Giovenale, fu martirizzato il 3 maggio sulla via Nomentana, insieme a Evenzio, Alessandro e Teodulo. San Gregorio Magno nei Dialogi (IV, 12) e nelle Homiliae in Evangelium ricorda un vescovo di Narni, di nome Giovenale, qualificandolo martire. Lo stesso Gregorio ricorda il sepolcro di Giovenale esistente sempre a Narni. Di Giovenale esiste inoltre una “Vita” scritta dopo il sec. VII di scarso valore storico, secondo cui, egli era di origine africana e, ordinato da papa Damaso, fu primo vescovo di Narni. Sempre secondo questa “Vita”, fu sepolto alla Porta Superiore della città sulla via Flaminia. Il sepolcro di Giovenale, su cui fu costruito un oratorio attribuito al suo successore Massimo, fu molto onorato nell’antichità e si conserva tuttora nella cattedrale di Narni. Nel secolo IX, il corpo di Giovenale fu trafugato insieme con quello dei santi Cassio e Fausta e trasportato a Lucca, ma in seguito fu restituito a Narni e posto nella Cattedrale.