Nardi, commessa milionaria dall'Eritrea dà speranza ad azienda e lavoratori - Tuttoggi

Nardi, commessa milionaria dall’Eritrea dà speranza ad azienda e lavoratori

Redazione

Nardi, commessa milionaria dall’Eritrea dà speranza ad azienda e lavoratori

L'annuncio arriva dall'amministratore Carloni, il consistente ordine di macchine agricole consentirà di aumentare in modo considerevole il fatturato aprendo uno spiraglio per la tenuta dei livelli occupazionali
Ven, 12/10/2018 - 14:29

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Finalmente una buona notizia per la Nardi. L’azienda, da tempo interessata da una delicata vertenza e da annunciati piani di ristrutturazione che prevedono un robusto ridimensionamento del personale, ha infatti firmato un contratto che prevede una significativa commessa per la fornitura di macchinari agricoli in Eritrea.

Ad annunciarlo è stato il dottor Paolo Guerriero Carloni, manager tifernate, attualmente uno degli amministratori di Nardi spa. Tale commessa milionaria consente di fatto, in prospettiva, di aumentare in maniera considerevole il fatturato dell’azienda aprendo uno spiraglio per la tenuta dei livelli occupazionali dell’impresa in crisi, e rappresenta senza dubbio un elemento più che positivo che cade proprio in un periodo decisivo per il futuro di Nardi, soprattutto per la difesa e mantenimento dei livelli occupazionali

Soddisfazione proviene anche dai sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luciano Bacchetta e Paolo Fratini che proprio nei giorni scorsi hanno inviato una lettera a firma congiunta al Vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, “per chiedere la proroga di almeno altri 12 mesi della Cigs (Cassa Integrazione Straordinaria) per l’azienda Nardi Spa”.

Alla luce di questa importante notizia e di un concreto rilancio dell’azienda nei mercati internazionali oltre che in quelli nazionali – dichiarano i due sindaci – diventa più che mai fondamentale la proroga della Cassa Integrazione per consentire di allentare le tensioni tra i lavoratori che oggi stanno rischiando di perdere il proprio posto di lavoro e di ritrovare, proprio in virtù di questi importanti accordi produttivi, una ricollocazione all’interno della fabbrica e a coloro che hanno maturato i requisiti e i presupposti di legge, di andare in pensione”.

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