“Saxofonia” è una parola che non esiste, eppure è innegabile tutto il mondo di cui, già solo col pronunciarla, sentiamo il profumo, anzi, la musica: è il mondo dei saxofoni, della musica degli anni ’30 del Novecento, dei vecchi film, del jazz, di tutto ciò che ha a che fare con uno strumento “nuovo” – nato intorno alla metà del 1800 – e con le sue note particolari e cangianti.
È questo il nome del quartetto che si è esibito all’Auditorium San Domenico di Foligno, composto da Gianfranco Berardi, sax soprano, Gilberto Monetti, sax contralto, Mauro Valgimigli, sax tenore, Riccardo Righi, sax baritono.Il quartetto di saxofoni si presterebbe a molte tipologie di musica, dati i vari registri propri di ognuno di questi strumenti; in questo caso ci si muove prevalentemente nell’ambito della musica classica. I musicisti hanno infatti eseguito con eleganza e precisione la Sonata di Georg Friederich Handel, il Premier Quatuor Op.53 di Singelée – primo pezzo scritto appositamente per quartetto di saxofoni, ed alcuni brani di Pedro Itturalde: Pequena Czarda, Piccola Suite e Introduzione con impeto alla gitana, ed anche chi non se ne intende ha gradito le esecuzioni: è questo il caso mio e di molti studenti, principalmente delle Scuole Medie, che hanno assistito all’esibizione. Il quartetto Saxofonia nella sua performance non ha fatto mancare qualche momento di interazione con il pubblico, elemento importante al fine della sensibilizzazione dei giovani ad una musica rara e fonte di occasioni da guadagnare con passione come quella emessa dal saxofono (Francesca Benedetti)