“Qualcun altro dopo il quarto errore in otto gare, di cui è stato vittima due volte in compagnia di altri, due volte a proprio esclusivo danno, avrebbe preso la bici e l'avrebbe scaraventata in un fosso, Marco invece ce l' ha fatta lo stesso, ha ripreso la gara, ha ripreso gli avversari, arrivando primo tra i giovani, vincendo in volata l'ennesima gara beffa della stagione. Vale la pena di raccontare quello che è successo, anche perché non ci sembra di avere altri mezzi per essere tutelati, non sul piano del risultato che alla fine è la cosa meno importante, ma sul piano sportivo; si perché stavolta la moto dell'organizzazione che faceva da staffetta l'ha combinata proprio grossa, ma andiamo per ordine. Siamo a due chilometri dalla fine ( per chi conoscesse i posti, più o meno all'altezza del cimitero), Marco ha minuti di vantaggio ( all'incirca tre), su tutti gli avversari del percorso corto, ad inseguirlo sono tre junior,Leonardo Caracciolo, Riccardo Ridolfi ( di cui diremo poi la bellissima prova e sagacità tattica) e Tursini Luca. Marco segue la staffetta in motocicletta che lo precede di poco, dopo un po' il motociclista capisce che ha sbagliato strada, si ferma e Marco con lui, siamo alle comiche, è lui che dice a Marco non ho più visto i cartelli, non so dove siamo, vado a cercare la strada, riparte e non torna più, così il nostro giovane atleta, “sedotto” dalla moto e abbandonato in mezzo a strade che non conosce, si trova a fare di necessità virtù e a fatica riesce a recuperare le tracce del percorso. Ora davanti qualche centinaio di metri, lo precede Emanuele Crisi, giovane di Rieti dell'Hard Rock, Marco in poco tempo colma il divario e sulla pista all'interno dello stadio, lo batte in volata.
E' così primo della categoria giovani, ma ormai il primo posto assoluto nel percorso corto è andato (più o meno 10 minuti gli è costato il fuori pista della moto dell'organizzazione), e con esso la soddisfazione, immensa, di mettere le proprie ruote davanti a colui che da anni è il re, finora incontrastato, del ciclismo giovanile in Umbria. Gualdo Tadino come San Gemini, stessa situazione, stesso risultato, stesse responsabilità. Vogliamo anche dire che può succedere, e per questo abbiamo chiesto agli organizzatori, che ci hanno detto di si, ci è sembrato con convinzione, di rendere pubblica la situazione che si era verficata, al momento della premiazione del risultato assoluto del percorso corto: per un risarcimento morale all'atleta visto che ormai il danno non era riparabile, e per un'assunzione di responsabilità di chi ha sbagliato, che è doverosa, sia per far crescere sani questi giovani atleti, sia per far crescere il livello dell' organizzazione di queste gare. Perciò quando abbiamo udito lo speaker dire ( durante la premiazione del percorso breve) che si rammaricava per la sfortuna occorsa a Marco Fabiani che aveva sbagliato strada, ci siamo sentiti traditi, perché si rovesciava la verità e non si manteneva l'impegno preso. Tornando alla gara vogliamo sottolineare la splendida prova di un altro atleta spoletino che quest'anno corre su strada per i colori del Bovara, Riccardo Ridolfi. Parte di merito della splendida prova di Marco Fabiani è anche sua, perché in salita a tirare a lungo, per ampliare il distacco che li separava da Caracciolo e perché quando in discesa Marco si è gettato a capofitto, ha protetto la sua fuga, e pensare che era senza allenamento ( è uno dei ragazzi spoletini rimasto bloccato in Irlanda) e il giorno prima aveva corso su strada in Toscana. Discreta la prova di Carlo Proietti quarto tra gli junior, ancora sfortuna invece per Luca Bartolucci, quinto al traguardo nella stessa categoria, ma frenato da ripetuti incidenti meccanici. La cronaca deve raccontare sempre il vero delle cose, perché al di la di qualsiasi successo, sportivo per chi corre, organizzativo per le società e la federazione, ognuno ha diritto ad avere il giusto riconoscimento per ciò che ha fatto. E poi nascondere le cose che non funzionano non aiuta, anzi serve il contrario.”
(comunicato stampa di Mtb Club Spoleto)