Spoleto

Mozione su ospedale Spoleto, il Pd: “Falsità negli interventi di Coletto e Tesei”

Con i voti della maggioranza il Consiglio Regionale dell’Umbria ha respinto la mozione presentata dai consiglieri di PD, M5S e Gruppo Misto sul ripristino dei servizi e dei reparti al San Matteo degli Infermi di Spoleto e l’organizzazione del terzo polo ospedaliero regionale. Alle promesse disattese si sono sommate le ulteriori falsità negli interventi dell’assessore alla sanità Coletto e della Presidente Tesei, per non parlare delle imbarazzanti affermazioni del consigliere Morroni per il quale, in somma sintesi, in Umbria tutto funziona meglio di prima”. Inizia così la nota del Partito democratico di Spoleto, guidato dal segretario-vicesindaco Stefano Lisci, dopo la mozione sull’ospedale di Spoleto respinta dall’assemblea legislativa regionale martedì.

Nessuno di loro – prosegue il Pd – evidentemente ha mai effettuato un sopralluogo nei presidi ospedalieri umbri, né effettuato accesso alle cure come i comuni mortali attraverso i Cup. Bugie pronunciate davanti a tantissime persone tra presenti e collegati in streaming, davanti al sindaco di Spoleto, Andrea Sisti e a una folta rappresentanza di associazioni, movimenti e forze politiche. Ancora una volta si voltano le spalle ai più fragili, ai più disagiati, ai più colpiti dalla crisi economica elargendo fondi pubblici ai privati disattivando risorse a ospedali e servizi pubblici. Questa è la destra cari spoletini, questa è la Tesei e la sua corte asservite ai palazzi romani.

L’onda leghista prima e quella di Fratelli d’Italia oggi non deve far perdere di vista la realtà. I fatti parlano chiaro soprattutto nel settore più importante e che tocca tutti: la salute. Chiudere di fatto l’ospedale di Spoleto e azzerare il progetto del terzo polo ospedaliero mette a rischio migliaia di persone del territorio spoletino e della Valnerina. In troppi stanno rinunciando alle cure o sono costretti a peregrinare in altre regioni. Tesei così come ha di fatto voltato le spalle alle persone presenti tra il pubblico in Consiglio regionale siamo certi che lo farà nei confronti degli 800 mila umbri portando tutti dritti verso il baratro”.