Motori sui sentieri, Puletti in piazza affronta gli ambientalisti in protesta VIDEO

Motori sui sentieri, Puletti in piazza affronta gli ambientalisti in protesta VIDEO

Redazione

Motori sui sentieri, Puletti in piazza affronta gli ambientalisti in protesta VIDEO

Sab, 03/02/2024 - 17:30

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Il Cai altre 24 sigle hanno manifestato chiedendo il ritiro della norma, niente mediazione con l'esponente della Lega insultata e scortata dalla polizia

La manifestazione era iniziata con i rappresentanti delle associazioni ambientaliste ed escursionisti che, con scarponi ai piedi, zaini in spalla e fischietti in bocca, erano saliti verso piazza Italia, a Perugia, dove era in programma la manifestazione contro il cosiddetto decreto Puletti, che regolamenta il transito su sentieri e mulattiere, consentendolo anche ai mezzi motorizzati dove non espressamente vietato. Ed è terminata con il consigliere Manuela Puletti che, saltato ogni tentativo di mediazione, è tornata alla propria auto scortata dalle forze dell’ordine, tra insulti, minacce e addirittura qualche macabro augurio di essere investita da una moto o impallinata da un cacciatore. Sulle scale mobili che conducono al parcheggio di piazza Partigiani, poi, con la polizia che cercava di non far avvicinare alcuni manifestanti che continuavano a seguire l’esponente della Lega, c’è stato anche qualche spintone, con qualcuno che è finito per terra.

VIDEO PULETTI SCORTATA DALLE FORZE DELL’ORDINE

E’ l’epilogo di una giornata che non ha visto passi in avanti sul fronte di una possibile mediazione tra le posizioni di chi frequenta i boschi e le campagne umbre, per diversi fini e con diverse modalità. In piazza, a protestare sotto i palazzi della Regione, vuoti il sabato, si sono ritrovati i rappresentanti di 25 sigle, del mondo escursionistico, ambientalista e del ciclismo fuoristrada. Alcuni sono appositamente arrivati a Perugia dalle regioni limitrofe.

I manifestanti in piazza

Manifestanti che, con slogan e cartelli, hanno ribadito alla Regione la richiesta di ritirare l’emendamento Puletti, approvato dal centrodestra lo scorso 20 dicembre, che consente il transito dei mezzi a motore dove non espressamente vietato. Per le associazioni riunite in protesta si tratta di una norma che danneggia l’ambiente, crea pericoli per gli escursionisti e limita il cosiddetto turismo lento.

VIDEO CONTESTAZIONI

L’arrivo del consigliere Puletti

In piazza Italia si è presentata Manuela Puletti, accolta da urla e insulti. Di fronte alla sede dell’Assemblea legislativa regionale si è confrontata con alcuni manifestanti. Poi, all’interno dell’atrio di Palazzo Cesaroni, con l’ingresso presidiato da carabinieri e polizia e in un clima sempre più caldo, l’esponente della Lega ha parlato con i rappresentanti del Cai, già incontrati le scorse settimane nel proprio ufficio.

VIDEO CONFRONTO PULETTI – CAI

Per ora nessuna mediazione

Toni pacati, ma senza un reale passo in avanti. Puletti ha rinnovato la disponibilità ad organizzare un tavolo di confronto per regolamentare la fruibilità secondaria. In cui però siedano ambientalisti, escursionisti, ciclisti, motociclisti e cacciatori e quanti altri frequentano la montagna, per cercare una soluzione secondo il principio di convivenza. Principio che gli ambientalisti, pur dicendosi disponibili a sedere a un tavolo con tutte le parti in causa, respingono, ritenendo in sostanza che dove si va a piedi non si possa andare con i mezzi a motore. E chiedendo ancora che gli effetti dell’emendamento vengano annullati da subito su sentieri, mulattiere e tagliafuoco.

D’altra parte enduristi e cacciatori (proprio venerdì è arrivata alla governatrice Tesei e all’assessore Morroni una lettera firmata da quattro associazioni venatorie) chiedono che non si torni indietro su una norma che fa chiarezza sui divieti, dopo anni di contenziosi.

Puletti: ecco perché sono voluta venire in piazza

“Ho voluto essere presente – ha poi spiegato Puletti – per aprire un tavolo di condivisione che si basi sul sano principio di convivenza con tutte le realtà coinvolte in questo emendamento. Mi sono resa disponibile per l’ennesima volta ad un confronto, perché è mio costume mettere la faccia sulle scelte politiche adottate. E per provare a trovare soluzioni condivise. Con questo spirito, come fatto nell’incontro già avuto nel mio ufficio con il rappresentante del Cai, ho ribadito l’offerta a promuovere un tavolo che veda coinvolte, con pari dignità, associazioni ambientaliste, escursionistiche, ciclisti, cacciatori, cavatori di tartufi, motociclisti da enduro. La risposta ricevuta è stata però ancora di chiusura: disponibili a sedere intorno a un tavolo, ma respingendo il principio di convivenza. Una risposta che dimostra come le persone in piazza si sentano gli unici autorizzati a fruire delle nostre montagne. Rispondendo ad una responsabile offerta di dialogo e di mediazione dei diversi interessi con insulti, anche sessisti, e minacce, arrivando anche ad augurarmi la morte. Le stesse persone che sono solite additare come delinquenti cacciatori ed enduristi. Categorie che invece devono avere pari dignità. Ed ho voluto essere in piazza anche per ribadire questo”.

Nel pomeriggio manifestazioni di solidarietà a Manuela Puletti sono arrivate da Federcaccia e Libera Caccia. Messaggi di sostegno anche dalle associazioni dei motociclisti.

De Luca: beneficio inaccettabile per una minoranza

Il Movimento 5 stelle, con il consigliere regionale Thomas De Luca, ha invece espresso pieno sostegno a quanti chiedono lo stop al transito dei mezzi a motore. “Si tratta di un beneficio inaccettabile – le parole di De Luca – per una ristretta minoranza di fruitori della montagna che hanno già ampi spazi per portare avanti il proprio hobby. Tutto questo a discapito della tutela ambientale, del turismo sostenibile, della sicurezza e del lavoro di chi vive e lavora faticosamente in quelle zone. Le montagne sono un patrimonio prezioso da preservare, non sono piste da cross né il parco giochi di pochi. Il passaggio di mezzi a motore potrebbe causare danni irreparabili al terreno, alla flora e alla fauna selvatica, con un impatto devastante sull’ecosistema montano, danneggiando anche le tartufaie, una risorsa preziosa per il territorio. Senza dimenticare il disagio e i potenziali danni per le imprese agricole che investono e lavorano duramente in queste aree. Impossibile immaginare controlli adeguati da parte delle autorità competenti a causa della vastità e diffusione della rete sentieristica, con il rischio di un proliferare incontrollato di abusi”.

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