Morte Lina Wertmüller, raccontò al Festival di Spoleto del '79 una storia ispirata alla "Saponificatrice" Leonarda Cianciulli - Tuttoggi

Morte Lina Wertmüller, raccontò al Festival di Spoleto del ’79 una storia ispirata alla “Saponificatrice” Leonarda Cianciulli

Carlo Vantaggioli

Morte Lina Wertmüller, raccontò al Festival di Spoleto del ’79 una storia ispirata alla “Saponificatrice” Leonarda Cianciulli

Gio, 09/12/2021 - 19:27

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Il testo teatrale era , Amore e magia nella cucina di mamma, una storia ispirata alla figura di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio.

La straordinaria regista Lina Wertmüller, scomparsa oggi a 93 anni, aveva più volte raccontato come non sia stata una passeggiata essere una regista di cinema, “donna”, in un mondo professionale dominato dal genere maschile. Raccontava in una intervista, “Non si può fare questo lavoro perché si è uomo o perché si è donna. Lo si fa perché si ha talento. Questa è l’unica cosa che conta per me e dovrebbe essere l’unico parametro con cui valutare a chi assegnare la regia di un film“.

E nonostante questo è stata la regista italiana più famosa al mondo arrivando ad ottenere ben 3 nomination agli Oscar (migliore regia, miglior film straniero, migliore sceneggiatura), nel 1977 con il celebre Pasqualino Settebellezze. Salvo poi vedersi assegnato quello alla Carriera nel 2020.

La Wertmüller al Festival di Spoleto

Poco dopo la prima avventura americana, nel giugno del 1979, la Wertmüller portò in scena a Spoleto un suo lavoro originale, in occasione del 22° Festival dei Due Mondi. Il testo teatrale era Amore e magia nella cucina di mamma, una storia ispirata alla figura di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio.

Nel programma di sala dell’epoca si poteva leggere,

La Cianciulli-diceva Lina Wertmüller- è la terra-nera, la donna-nera, l’utero nero.
Ogni cosa ha due facce, essendo ogni fenomeno circolare… c’è una frase
di Friedrich Nietzsche che esprime compiutamente l’idea di fondo del mio
lavoro: ‘
Senza crudeltà non c’è festa: così insegna la più antica, la più lunga storia dell’uomo’ e anche nella pena c’è molto di festivo”.

Come in molte altre occasioni professionali, la regista era supportata dal compagno di vita, lo straordinario e colto scenografo Enrico Job.

La Wertmüller non mancherà poi di tornare a Spoleto altre volte anche come semplice spettatrice, così come sempre accadeva a chi almeno una volta era stato partecipe della straordinaria atmosfera dei Festival a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, un periodo molto prolifico per la manifestazione menottiana.

La sua presenza di regista sul set e a teatro è sempre stata di grande autorevolezza al punto da essere di inusitata durezza anche con i suoi attori, pur di ottenere ciò che voleva per il suo lavoro.

Famosa, anche, per i titoli chilometrici delle sue opere cinematografiche, con due di queste ha segnato una pagina indelebile della cinematografia italiana: Mimì metallurgico ferito nell’onore e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, nei quali troveranno successo i due attori “feticcio” della Wertmüller, Mariangela Melato e Giancarlo Giannini.

Nel giorno della sua scomparsa, è importante dedicare un ricordo affettuoso all’artista e donna, Lina Wertmüller che con la sua opera ha lasciato una traccia di se a Spoleto, come tanti altri artisti prima e dopo di lei. Ed è bene non dimenticarlo.

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