Nonostante le numerose persone ascoltate in Questura tra quanti erano presenti, nella notte tra venerdì e sabato al 110 Cafè e nel vicino parcheggio dell’Università dove è stato ucciso il 23enne Hekuran Cumani, non ci sono testimonianze certe su chi abbia sferrato la coltellata mortale.
Secondo quanto trapelato, gli inquirenti sospettano un 24enne italiano residente a Perugia, la cui famiglia è di origine tunisina. Sarebbe arrivato con l’auto nel parcheggio, forse chiamato dagli amici, giovanissimi già noti alle forze dell’ordine.
Ma nessuno lo ha indicato con certezza come il possibile omicida. Anche chi ha partecipato alla rissa avvenuta nel parcheggio tra i due gruppi di ragazzi – quelli provenienti da Fabriano, tra cui la vittima, e un gruppo di perugini di seconda generazione – ha raccontato di essersi dileguato prima o comunque di non aver assistito all’aggressione fatale. In cui, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato prima ferito ad una gamba il fratello di Hekuran, colpito poi nella parte alta del petto mentre tentava di difenderlo.
Certamente, però, tra le persone ascoltate c’è chi conosce l’aggressore. Che non si è trovato casualmente in quel parcheggio, estraneo a quanto avvenuto prima. Anche se forse non aveva partecipato alla festa nel locale, ma è stato chiamato da qualcuno dei presenti.

Né i filmati riescono a chiarire quanto avvenuto, dato che le telecamere poste all’ingresso del parcheggio non riprendono l’area dove è avvenuta l’aggressione. Hekuran, infatti, ricevuta la coltellata, avrebbe provato ad allontanarsi, prima di cadere a terra qualche decina di metri più in là, davanti alla sede del Dipartimento di matematica.

Alcuni dei giovani identificati sono indagati, ma al momento per la sola rissa e le minacce. Un ragazzo è indagato anche per il possesso di un coltello, che aveva dato alla fidanzata, anche lei per questo indagata. L’arma è stata consegnata, ma non è quella del delitto. Nel registro degli indagati, secondo la Tgr Umbria, risulterebbe anche un buttafuori del locale 110Cafè dove c’è stata una prima lite tra i due gruppi di giovani, durante la serata del tradizionale Venerdì Universitario.