Morta ad Orvieto la coreografa Lucia Latour

Morta ad Orvieto la coreografa Lucia Latour

Il sindaco Germani ricorda la danzatrice e coreografa Lucia Latour, scomparsa sabato all’ospedale di Orvieto

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E’ morta sabato, all’ospedale di Orvieto, la ballerina e coreografia Lucia Latour. Il sindaco Giuseppe Germani si unisce al cordoglio del mondo dell’arte e della cultura italiana per la scomparsa della danzatrice e coreografa d’avanguardia, pioniera della danza contemporanea in Italia, esprimendo al compagno di una vita, il pittore Achille Perilli e alla figlia Nadja, i sentimenti di profondo affetto e vicinanza.

Di Lucia Latour, spentasi sabato scorso all’ospedale di Orvieto, il sindaco ricorda, in particolare, lo storico e intenso legame con la nostra Città e la sua campagna in località San Bartolomeo eletta, insieme al marito, non solo a residenza ideale ma come luogo prediletto di ispirazione creativa e artistica.

Proprio Lucia Latour, ad Orvieto, dal 1993 al 1998 volle dare vita alla manifestazione “Aspidistra” che si svolgeva all’allora “Casa del Popolo” di Ciconia, ovvero incontri di danza contemporanea, dibattiti culturali e laboratori per le Scuole e non solo a cui in cinque anni parteciparono oltre mille studenti.

Inoltre, fu cofondatrice della Compagnia di Danza Contemporanea della Terza Età, che si esibì per molti alla “Casa del Popolo”, al Teatro del Carmine e anche al Teatro Mancinelli con riconoscimenti internazionali. Infine, con la sua compagnia “AltroTeatro”, Lucia Latour scelse per molti anni Orvieto per preparare, con i propri danzatori, gli spettacoli che portò in varie parti del mondo.

Ieri è morta mia madre l’architetto coreografo Lucia Latour vedo tanti post in giro per i social e sono felice di vedere…

Pubblicato da Nadja Perilli su Domenica 14 aprile 2019

Chi era Lucia Latour

Lucia Latour nasce a Roma. Si diploma all’Accademia Nazionale di Danza, incontrando maestri quali Boris Kniaseff, Mila Cirul, Kurt Joss. Nel 1968 si laurea in architettura, all’Università degli Studi di Roma. Nel 1969 nasce sua figlia Nadja. Nel 1972 partecipa alla costituzione del Gruppo Altro/Lavoro intercodice, formato da pittori, compositori, poeti, danzatori, architetti, grafici e fotografi. Con il Gruppo Altro, attraverso una metodologia di lavoro collettivo, svolge una ricerca complessa sulle possibilità intercodice del fare creativo, realizzando mostre, esperimenti didattici e spettacoli teatrali. L’esperienza si conclude nel 1981 con la pubblicazione del libro “Altro /Dieci anni di lavoro intercodice” (Edizioni Kappa).

Dal 1981 al 1985, Lucia Latour, sviluppa una ricerca nell’ambito della danza contemporanea. In collaborazione con il compositore Luigi Ceccarelli forma un gruppo sperimentale, con il quale elabora nuove tecniche del movimento in rapporto allo spazio, al suono e all’immagine. L’impostazione intercodice rimane fortemente propositiva ed una concezione europea dell’improvvisazione viene assunta come tecnica di riferimento, legata ai temi della memoria, all’automatismo, tensione e visionarietà progettuale. Gli spettacoli realizzati sono: “Pas d’espace” (1981), “Spatium Teca” (1983) e “Lalu La” (1985), presentati in Italia e Francia.

Nel 1986 costituisce la Compagnia di Danza contemporanea Altroteatro, con la quale definisce una nuova ipotesi di lavoro, impostata sul tentativo di destabilizzare il corpo, ponendolo in un contesto visionario e privandolo dei tradizionali riferimenti spaziali, contro le leggi di gravità, in nuovi campi energetici e di velocità. Alle tecniche d’improvvisazione sostituisce quelle di “montaggio”, macchina produttrice di senso e di emozioni, che attraverso i rapporti di tensione e confronto tra le differenti parti del progetto, diventa la metodologia necessaria tra il coreografo e gli altri artisti collaboratori. Di questo periodo sono gli spettacoli: “Frilli Troupe” (1986), “On y tombe…on n’y tombe” (1988), “Anihccam” (1989), “Naturalmente tua” (1992).

Lucia Latour ha avuto due lunghe collaborazioni, la prima con il compositore Luigi Ceccarelli che interrompe nel 1996, e, l’altra con Loïc Hamelin, il quale dal 1989 realizza il disegno luci di tutti gli spettacoli prodotti. Dal 1993 il progetto di Lucia Latour cambia direzione: niente più “machinerie”, il corpo è il locus solus nel quale concentrare il pensiero coreografico. Musica, scultura, luce partecipano come in un rituale, all’idea di corpo indiviso. Di questo periodo sono gli spettacoli: “Marmo Asiatico” (1993), “Metopa sud-Planktai” (1994), “Ultramarine” (1995).

Nel 1997, Lucia Latour forma un nuovo gruppo di danzatori, con l’aiuto di Ketty Russo, già dal 1988 danzatrice della compagnia. Gli spettacoli realizzati con la nuova formazione artistica sono: “Straballata” (1997), musica di A. Curran, “Du vu du non vu” (1998), in collaborazione con gli artisti visivi Carlo Bernardini, Pino Barillà, Licia Galizia e Paolo Radi, musica di Enrico Venturini, “Šansa” (1999), musica di Enrico Venturini, “Physico” (2001), coreografia di Lucia Latour, architetture di Orazio Carpenzano, musica elettronica dal vivo di David Barittoni, video in azione di Roberto Carotenuto.

Dal 1978 al 1988 insegna all’Accademia Nazionale di Danza; nel 1985 all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, a Roma. Dal 1996 al 2000 dirige un laboratorio di danza contem-poranea al 1°Liceo Artistico di Roma. Dal 2002 conduce il corso di Coreografia e conoscenza dello spazio, presso l’Università La Sapienza – Uniroma1 – Scienze Umanistiche, un laboratorio sul tema “Danza, Architettura e Nuove Tecnologie”, presso la IUSM, Università delle Scienze Motorie, Roma, e sulle stesse problematiche un laboratorio per il Corso Sperimentale di Coreografia, presso l’Accademia Nazionale di Danza, Roma. Nel 1991 partecipa alla fondazione del Centre Européen pour la Chorégraphie, diretto da Susan Buirge, presso l’Abbaye de Prémontrés, in Francia, e nel 1992 alla fondazione dell’Associazione LAICC (Liberi Autori Italiani Coreografi Contemporanei). Dal 1993 al 1996 è direttore artistico delle manifestazioni di danza contemporanea “Aspidistra”, ad Orvieto, e “Segni Mobili”, a Roma.

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