Perugia

Moriconi consegna a Oliviero la mazza simbolo dell’Ateneo di Perugia

Cerimonia di passaggio delle consegne,  in una affollatissima Sala del Dottorato, a Palazzo Murena, alla presenza dei Componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, in carica e neo-eletti, del Pro Rettore Professore Alessandro Montrone e del Direttore Generale Dottoressa Tiziana Bonaceto, fra il magnifico rettore in carica, professore Franco Moriconi, e il magnifico rettore eletto, professore Maurizio Oliviero, che entrerà in carica dal primo novembre.

Dopo la stretta di mano con cui Moriconi ha accolto Oliviero al suo arrivo a Palazzo Murena, entrambi hanno percorso il lungo corridoio del Rettorato accompagnati dal Gaudeamus igitur, l’inno internazionale studentesco, eseguito dal Coro dell’Università degli Studi di Perugia, fino a raggiungere la Sala del Dottorato, dove era stato collocato per l’occasione il gonfalone dello Studium Generale Civitatis Perusii.

“Ho fortemente voluto questa semplice cerimonia – ha esordito il rettore in carica Moriconi – che spero possa diventare un appuntamento abituale, perché appaia chiaro che il cambiamento, la rotazione nei ruoli di massima responsabilità, in altre parole la democrazia, sono un valore da cui non possiamo prescindere; e che dunque, al di là delle sensazioni e delle emozioni personali, oggi è una grande giornata di festa. Sono sereno, perché so di lasciare un Ateneo rinnovato, solido, in crescita, che ha saputo investire con profitto in questi anni nella didattica, nella ricerca e nella internazionalizzazione, grazie soprattutto a un impegno ampiamente condiviso. Per questo voglio ringraziare tutti – ha sottolineato Moriconi visibilmente emozionato – perché senza la partecipazione di coloro che lavorano nella nostra Università nulla di ciò che è stato fatto sarebbe stato possibile. Mi sia consentito anche salutare il nuovo Rettore, Professore Maurizio Oliviero. Sono convinto che non risparmierà impegno e dedizione e che saprà guidare l’Università verso nuovi traguardi: a lui – ha concluso il Professore Moriconi – vanno i miei migliori auguri di buon lavoro”.

“Non nascondo l’emozione – ha dichiarato il rettore eletto Maurizio Oliviero – perché questa Comunità mi ha dato il grande onore di essere la guida pro tempore di uno dei più prestigiosi e importanti atenei al mondo. Vorrei che questo onore e questa responsabilità fosse condivisa con i nostri studenti – uno dei quali, al quale faccio i miei migliori auguri, ora guida il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari -, con le mie Colleghe e i miei Colleghi e con tutto il Personale, perché tutti saranno determinanti in questa fase propulsiva per il futuro del nostro Studium. L’Università degli Studi di Perugia possiede solide radici secolari, ora dovremo avere il coraggio di aprirci al mondo, e vorrei farlo insieme alle nostre città, insieme a Perugia, dove questa Università è nata, ed insieme all’intera Umbria. Questo è l’Ateneo – ha proseguito il professore Oliviero – in cui per la prima volta la dignitas dottorale dottorale era addirittura considerata superiore alla dignitas nobiliare, perché, come ci ricorda Bartolo da Sassoferrato, il titolo dottorale si acquisisce per merito, non si eredita: basterebbe questo per dire quale eredità significativa riceviamo. Saremo una Università al centro delle grandi dinamiche della contemporaneità, in un’ottica di apertura e dialogo con tutte le forze sociali e politiche, per essere guida e custodi, con orgoglio e responsabilità, dei saperi che – ha concluso il Rettore eletto Professore Maurizio Oliviero – siamo chiamati a trasmettere ai nostri giovani, così da affiancarli nel trovare il migliore percorso verso il futuro”.

Il rettore uscente Franco Moriconi ha quindi consegnato al rettore eletto Maurizio Oliviero la mazza, simbolo del governo dell’Ateneo “espressione non di potere ma di servizio da rendere all’Istituzione e alla Comunità”: il Rettore eletto l’ha ricevuta dichiarando di “custodirla nel rispetto e nell’osservanza di tali principi per il bene del nostro Ateneo e delle nostre Città”. Mentre i presenti accompagnavano il gesto e la seguente stretta di mano con un lungo applauso.