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MONS. SERGIO VIRGILI È STATO INSIGNITO DEL “BOLOGNINO PAPALE”

L'incontro, nel corso del quale il sindaco Daniele Benedetti ha consegnato a Mons. Virgili il prestigioso riconoscimento della città di Spoleto, si è svolto questa mattina a Palazzo Comunale.

“Credo che a volte anche i simboli siano importanti – ha dichiarato il sindaco Benedetti – per riconoscere il merito di persone che si sono spese per cose importanti” .

Per più di 30 anni Direttore della Caritas diocesana, un modo tutto suo di affrontare i bisogni delle persone più deboli anticipando i tempi, proponendo ed attuando soluzioni che hanno fatto scuola.

I primi soggiorni estivi a Macereto dove decine e decine di ragazzi disabili, per la prima volta uscivano dalla famiglia per conquistare autonomia, la prima casa per ragazze madri unica in tutta la regione dove l'assistenza era sostituita con il sostegno psicologico la cura dei bambini e i percorsi per l'inserimento al lavoro delle mamme; il volontariato alla casa di Riposo e la casa famiglia per gli anziani del Sacro Cuore; l'oratorio per i giovani improntato a modelli educativi di valore culturale e sociale; la mensa della Caritas. Centinaia di ragazzi a cui Don Sergio ha trasferito i valori per tre generazioni, decine e decine di volontari formati in ogni settore del sociale, centinaia di famiglie con le quali ancora oggi ha un colloquio quotidiano.

“Se in questa città le politiche sociali e i servizi alle famiglie e alla persona hanno raggiunto un livello di qualità ragguardevole – ha detto il Sindaco – molto lo si deve a Mons. Don Sergio Virgili, perché senza il suo lavoro assiduo e quotidiano di apripista, sarebbero mancati gli esempi concreti, lo stimolo e il confronto” .

Il Sindaco ha quindi consegnato al monsignore il bolognino papale ringraziando Don Sergio per essere stato e per essere ancora un prete di periferia, un sacerdote di frontiera a cui la città non può non riconoscere l'onorificenza che attribuisce agli uomini illustri.

Emozionato Don Sergio Virgili ha ringraziato il sindaco dicendosi lusingato per il riconoscimento e per le parole del primo cittadino cadute in un momento particolare della sua vita di sacerdote.