Un'assemblea di genitori aperta al mondo del volontariato spoletino quella che si è svolta sabato 28 febbraio nella struttura “Il Mulino” del Centro di solidarietà “don Guerrino Rita”. E' tradizione che ogni fine mese le mamme e i papà dei ragazzi che stanno facendo il percorso di uscita dalla droga si incontrino e discutano intorno ad una tematica. Quella proposta l'ultima volta era appunto il volontariato. E mons. Eugenio Bartoli, presidente del Centro, per l'occasione ha invitato l'arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana e le principali agenzie di volontariato del territorio. “Da quando mia figlia è al Centro di solidarietà ho ricominciato a vivere”. Con queste parole una mamma ha iniziato il suo intervento-testimonianza. Altri genitori, ma anche fratelli e sorelle, hanno raccontato come la droga sia una delle cose più terribili che possano abbattersi su una famiglia; di come sia duro sentirsi dire “tuo figlio/a è il male della società, andrebbe bruciato”. E al Centro di solidarietà hanno trovato amore, rispetto, accoglienza: una vera famiglia. Molti genitori si dedicano al volontariato nelle strutture del Centro. Una sorta di riconoscenza per quello che viene fatto ai loro figli, ma anche uno stimolo per loro stessi, una molla per ri-lanciarsi nella società. Sull'importanza del volontariato hanno parlato rappresentanti della Caritas, dell'Oami, della Mensa della Misericordia, dell'Aglaia, dell'Avulss, del Volontariato Vincenziano, della Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, della Croce Verde. All'arcivescovo Fontana è toccato fare la sintesi della mattinata, che si è svolta in un vero clima familiare. Il presule ha affermato che non si fa volontariato se dentro ogni uomo non c'è una scelta precisa per la solidarietà. “Impegnandosi per gli altri, ha detto, si può sconfiggere la cultura dilagante dell'egoismo. Guai a chi non si fa carico dei problemi del prossimo. Al volontariato si educa”. Il vescovo ha invitato ancora i cristiani ad un rinnovato impegno per la società nella quale si vive, che è fatta di tante storie, di tante facce, di tante problematiche: “non ci sono, ha affermato, isole famosi e grandi fratelli. Dobbiamo creare una cultura sociale, avendo ben chiaro che quando si parla di aiuti a chi è in difficoltà non si può fare economia”. Mons. Fontana ha ricordato come nel campo del volontariato il Centro di solidarietà svolga un ruolo essenziale; “è una grande, bellissima risorsa e non un problema”, ha ribadito.