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MISURE PER INVALIDI: ANCHE A PERUGIA IL DISABILITY MANAGER?

Il presidente della sezione umbra dell'Opera nazionale mutilati e invalidi civili ha sollecitato in una lettera aperta l'adozione anche a Perugia del “libro bianco” in vigore dallo scorso anno nella città di Parma, che introduce il “disability manager”.

“Sarebbe molto utile per i disabili, ma anche per l'intera cittadinanza e per la reale promozione di una cultura dell'integrazione della disabilità nelle scelte quotidiane dell'amministrazione della cosa pubblica, che il Comune di Perugia prendesse esempio da quello di Parma, introducendo la figura del disability manager”. È quanto afferma Stefano Babucci, in merito alla figura dell'esperto incaricato di rendere accessibile la città alle persone diversamente abili – dagli edifici ai trasporti, dalle iniziative culturali alla consulenza per le scelte dell'amministrazione comunale – presentato a Parma nel mese di giugno 2009 e per il quale sono stati avviati a Milano e Parma appositi master universitari e corsi di formazione.

“Sarebbe opportuno dare immediato seguito ed attuazione all'iniziativa che ha visto il comune di Parma come capofila, soprattutto a seguito della recente approvazione del regolamento sull'osservatorio nazionale della disabilità, che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi aveva già promesso di attivare entro la fine dello scorso anno. Proprio nel corso della presentazione di questa nuova figura “manageriale” sperimentale, il ministro aveva elogiato il libro bianco sull'accessibilità e la mobilità urbana prodotto dallo stesso comune di Parma, prevedendo la possibilità che tale figura potesse essere estesa ed adottata in tutte le realtà urbane con popolazione superiore alle 50mila unità. A questo punto – aggiunge Babucci – sarebbe opportuno valutare immediatamente anche in Umbria, con il capoluogo regionale in testa, gli effetti positivi dell'esperienza parmense e studiare delle opportune soluzioni tecniche per avviare iniziative analoghe, sollecitando al contempo anche la Regione Umbria e il Ministero dell'Istruzione affinché sia possibile prevedere l'istituzione di tali corsi di formazione anche all'Università degli studi di Perugia. Un'attenta valutazione delle politiche legate al mondo della disabilità, che recentemente sta ampliando i confini delle categorie interessate, consentirebbe la realizzazione di una vera cultura dell'integrazione e della pianificazione delle scelte della politica, nonché la testimonianza di una sensibilità civile elevata e un importante risparmio di denaro pubblico, evitando di correggere in corso d'opera progetti e realtà di fatto, che attualmente rappresentano muri ancora invalicabili nella stessa mentalità comune”.