Festival dei 2Mondi

Ministro Giuli al Concerto finale di Noseda | Le cene Vip, i fuochi d’artificio

Il count down per questa 69ma edizione del Festival dei Due Mondi è partito, in attesa del consueto Concerto finale in Piazza Duomo al quale presenzierà il Ministro della cultura Alessandro Giuli. In queste ore la conferma ufficiale dell’arrivo del titolare di via del Dicastero mentre è ormai sfumata la presenza del Presidente del Senato Ignazio La Russa che ha dato forfait.

Per conoscere le altre autorità presenti, bisognerà attendere domani pomeriggio – confermate le massime cariche regionali a partire dalla governatrice Stefania Proietti – dove non si esclude una discreta partecipazione di delegati di ambasciate accreditate in Italia, a cominciare da quella stessa americana.

Dunque dopo tre anni ritorna a Spoleto il titolare del Ministero che finanzia per oltre il 70% il Festival (l’ultima volta fu il Ministro Sangiuliano nel 2023); chissà che Giuli, prima o dopo il concerto, non trovi un momento per “chiarirsi” con il board festivaliero, a cominciare dal Presidente-Sindaco Andrea Sisti, dopo che più volte aveva chiesto una rivisitazione dello Statuto che prevedesse finalmente una figura amministrativa apicale, Soprintendente o Direttore generale che sia  

Dunque il conto alla rovescia è scattato per l’appuntamento principe di questa edizione che vedrà per la Prima in piazza Duomo del celebre direttore Gianandrea Noseda, tra i più richiesti al mondo, e la Filarmonica del Teatro Regio di Torino. Direttore dell’Opernhaus di Zurigo, Principal Guest della London Symphony Orchestra, a Noseda si deve l’aver ridefinito il profilo della National Symphony Orchestra di Washington. Un percorso che gli è valso di essere atteso quale “Artista dei due mondi”, come lo ha ribattezzato il direttore artistico Daniele Cipriani.

Anche il programma del concerto si propone un “attraversamento” tra mondi, con un omaggio al 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Alla Ouverture dall’Amelia al ballo di Gian Carlo Menotti, seguiranno le danze sinfoniche di Bernstein (West Side Story) per chiudere con la Sifonia n 9 “Dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvorak, il compositore ceco che compose il ‘viaggio’ alla scoperta del nuovo continente, con un libretto che risente degli spiritual afroamericani e i canti dei nativi americani.

Le cene, tutto sold out

Non è solo il Concerto finale sold out, anche i ristoranti risultano tutti prenotati tanto da spingere spettatori e spoletini alla ricerca anche al di fuori delle mura, meglio ancora in location dove ammmirare i fuochi d’artificio che da sempre concludono la manifestazione.

Tra le cene di gala post concerto di gala spiccano quelle di Carol Lewitt alle pendici di Monteluco che ospiterà la Fondazione Festival (assicurata anche qui la presenza del Ministro Giuli), quella di Banco Desio del presidente Stefano Lado nella storica sede di Piazza Pianciani curato dagli chef del Tric Trac, e della Meccanotecnica Umbra del presidente Carlo Pacifici al ristorante San Lorenzo. Tra i posti più richiesti, fuori dalla acropoli, il ristorante Valle Rosa che ha una vista mozzafiato sul Ponte delle Torri.

I fuochi di mezzanotte

Occhi all’insù a partire dalla mezzanotte quando, dai prati sotto la basilica di San Pietro, si accenderà il primo razzo che darà vita al tradizionale spettacolo dei fuochi pirotecnici, la cui realizzazione è stata resa possibile ancora una volta grazie alla partecipazione della Vus Com. Dopodiché sulla vallata “spoletana” scenderà il silenzio.

E si potrà tracciare un bilancio di questa prima edizione firmata da Daniele Cipriani, sicuramente positiva sotto il profilo artistico ma con alcune cose da sistemare sotto il profilo organizzativo. Ma per questo c’è tempo.

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