Cronaca

Il ministro elogia la ricostruzione dell’Umbria, modello da riprendere

Il modello di ricostruzione dell’Umbria resta ancora un esempio da seguire sotto molto punti di vista, e così, a distanza di venti anni esatti da quelle tragiche scosse che ferirono a morte Umbria e Marche, si rivaluta un’esperienza che negli utlimi tempi era stata quasi dimenticata.

“Il ricordo delle vittime del sisma del 1997 ci spinge ad avere ben presenti tutti quelli che sono stati colpiti dal terremoto del 2016. Ma la ricostruzione e la rinascita dell’Umbria dopo il ’97 ci da dà un’indicazione molto seria e forte su come procedere ora nell’Italia centrale”. Lo ha detto, questa mattina, a Palazzo Trinci, il ministro per la Coesione Territoriale Claudio De Vincenti, in Umbria proprio per l’anniversario del terremoto. “L’esperienza di venti anni fa ci dice che le popolazioni devono restare sul posto – ha sottolinea l’esponente del Governo – nella massima sicurezza antisismica”.

 Presenti sul tavolo dei relatori, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Foligno Nando Mismetti e di Nocera Umbra Giovanni Bontempi, la presidente dell’Assemblea Legislativa regionale Donatella Porzi e due ex presidenti regionali, Bruno Bracalente e Maria Rita Lorenzetti.

Momento clou della mattinata, il suono del ‘campanone’ del Torrino del Palazzo Comunale, alle 11.40 l’ora esatta in cui venti anni il 26 settembre del 1997 una scossa di magnitudo 6 con epicentro nell’altipiano di Colfiorito, sconquassò Umbria e Marche. Un terremoto tremendo, addirittura più forte di quello che nella notte scosse la terra con 5.7 gradi.

“Per noi emergenza e ricostruzione hanno camminato insieme, facendo rimanere le persone sui luoghi d’origine – ha detto in sindaco Nando Mismetti – Il sisma del 1997 va raccontato alle giovani generazioni per vivere il presente e il futuro. E’ stato il simbolo di trasparenza e legalità, visto che nessuna inchiesta giudiziaria ha interessato la ricostruzione di allora – ha sottolineato il primo cittadino folingate – allora ragionammo su un progetto per ridare speranza alle nostre generazioni”.

“E’ finita la cultura della deroga – ha commentato la presidente Catiuscia Marini – ricostruiremo meglio di prima, utilizzando le competenze che non sono solo della pubblica amministrazione ma anche dei tecnici, che sono cresciuti professionalmente con il ’97”.

Venti anni fa le scosse durarono per mesi quasi sino alla metà del 1998 e vennero danneggiati circa 33.000 edifici privati con 22.604 persone evacuate. Ad oggi sono rientrate 22.337 persone, il 99% di quelle evacuate nel 1997; ultimati 11.260 interventi, pari al 97% per una spesa complessiva di 5.158 milioni, pari al 96% delle risorse disponibili programmate tra il 1998 ed il 2016.

Foto Giancarlo Balzarini tratte da Facebook