Mieloma, ematologo Corso: "Migliorata sopravvivenza e qualità della vita" - Tuttoggi.info

Mieloma, ematologo Corso: “Migliorata sopravvivenza e qualità della vita”

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Mieloma, ematologo Corso: “Migliorata sopravvivenza e qualità della vita”

Gio, 05/02/2026 - 19:03

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(Adnkronos) – “Siamo riusciti a migliorare la sopravvivenza e ad allungare la vita in termini di qualità. Questo perché i pazienti” con mieloma multiplo “sono gestiti principalmente in ambulatorio e perché gli effetti collaterali dei farmaci nel tempo sono cambiati. I farmaci biologici ci hanno permesso di eliminare alcuni degli eventi avversi della chemioterapia”. Lo ha detto Alessandro Corso, direttore del dipartimento di Oncologia dell’ospedale di Legnano Asst Ovest Milanese, intervenendo in occasione del media tutorial, promosso da Gsk a Milano, sulle nuove terapie che hanno permesso di cronicizzare questo tumore ematologico. 

“Il mieloma multiplo è una malattia del midollo osseo – spiega Corso – che è inquadrata all’interno della grande famiglia delle gammopatie monoclonali”, dei disordini del sistema immunitario caratterizzati dalla produzione anomala di una proteina da parte di plasmacellule nel midollo osseo. “È una malattia che può colpire diversi organi e apparati, da quello osso-scheletrico a quello renale, o anche un’alterazione dell’emocromo” che rende i pazienti “anemici, con globuli bianchi bassi ed esposti anche a complicanze infettive”. 

La diagnosi può arrivare in due modi. “Il paziente, in una piccola quota, fra il 10% e il 15%, si presenta asintomatico, ma dagli esami si trova una componente monoclonale e dagli approfondimenti si arriva alla diagnosi di mieloma – chiarisce l’esperto – Nella maggior parte dei casi sono pazienti che avevano una gammopatia monoclonale di un certo significato che si è evoluta. Infine, c’è una quota di pazienti che arriva direttamente con un mieloma sintomatico”.  

Una soluzione per intercettare precocemente i pazienti consiste in “esami del sangue di routine. Bisognerebbe aggiungere” alcuni approfondimenti “come l’elettroforesi – suggerisce – che ci permette di identificare facilmente la componente. In questo modo anche i medici di famiglia potrebbero identificare queste persone e seguirle nel tempo in modo da non arrivare a sviluppare sintomi importanti”. C’è, infine, un bisogno non risolto: “Non riusciamo a guarire la malattia, per cui ci possono essere delle recidive. Il mieloma si può ripresentare e, chiaramente – conclude – questi sono i momenti più difficili per i pazienti”. 

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