Hanno scelto la Torre del Campanaccio, a Nocera Umbra, per far sentire la loro voce che chiede, con estrema forza, di salvare la Antonio Merloni che ha il proprio stabilimento umbro a Gaifana. Un centinaio di lavoratori e con loro i sindacalisti e i sindaci del territorio, guidati da Donatello Tinti, primo cittadino di Nocera, hanno voluto dare un segnale forte per non far calare l'attenzione sull'intero comportato che fa capo alla Merloni. L'azienda, nel suo complesso, è interessata dalla Cassa integrazione e sono in atto, nelle Marche, tentativi di vendita sia in blocco che attraverso lo scorporamento di rami aziendali. La procedura scelta è stata quella delle “dichiarazioni d'interesse”. In sostanza gli acquirenti eventualmente interessati all'acquisto di tutto il pacchetto aziendale o di sue parti avrebbero dovuto entro il 31 ottobre esprimere, seguendo una precisa e certificata procedura, il proprio interessamento. Nulla di tutto ciò è avvenuto e quindi si teme che l'azienda possa avviarsi, se non interverranno modifiche sostanziali in tempi brevi, verso il fallimento. Per portare alla massima conoscenza dell'opinione pubblica quantomeno il la drammatica situazione che stanno vivendo gli operai del versante umbro, da questa mattina la Torre del Campanaccio a Nocera è presidiata sia da alcuni operai e sindacalisti che attraverso l'esposizione di bandiere. Intanto, stando a quanto si è appreso da fonti sindacali, per il 5 novembre è attesto un incontro con il Governo.