Meningite, più di mille umbri sotto profilassi dopo la morte di Susanna - Tuttoggi

Meningite, più di mille umbri sotto profilassi dopo la morte di Susanna

Redazione

Meningite, più di mille umbri sotto profilassi dopo la morte di Susanna

Nessun allarma ma una cautela necessaria dopo il rientro dalla Polonia
Mer, 03/08/2016 - 15:14

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Anche se nessuno di loro è mai entrato in contatto con Susanna Rufi, la 19enne romana stroncata da meningite fulminante a Vienna, sulla strada del ritorno per Roma da Cracovia dove aveva partecipato alla Gmg, oltre mille umbri si sono sottoposti a profilassi preventiva. Nessun allarmismo, solo una cautela ma tra i millecinquecento ragazzi umbri che sono stati alle giornate mondiali della gioventù inPolonia, quasi tutti hanno aderito all’invito della Cei di attivare la profilassi antibiotica per scongiurare l’incubazione del pericoloso batterio.

Una compressa di Ciprofloxacina da 500mg in questo consiste la profilassi. La mappa delle attività sanitarie svolte in Umbria è ampiamente riportata oggi dal Corriere dell’Umbria che la suddivide per diocesi. A Perugia Don Riccardo Pascolini, capogruppo della spedizione della diocesi Città della Pieve, la più numerosa con 800 ragazzi, conferma, negando però ogni forma di allarmismo. “Molti di noi – spiega- sono passati per Casa Italia, come la maggior parte fra i novantamila italiani che sono stati a Cracovia. In via cautelativa è stata suggerito di fare la profilassi, ed è bene che ognuno la faccia”. Nel Perugino un gruppetto di ragazzi si è direttamente recato presso la sede del servizio dove gli è stata somministrata la dose unica di terapia.

DaTerni sono partiti in 35 e anche se probabilmente erano in zone diverse da quelle frequentate dalla ragazza morta, hanno tutto aderito a profilassi.

Il caso ha suscitato una certa preoccupazione a Foligno e Spoleto provocando numerosi – diverse decine a quanto pare – accessi ai pronto soccorso dei presidi ospedalieri.  “I responsabili dellaPastorale giovanile – fanno sapere dall’archidiocesi – hanno contattato le famiglie dei partecipanti informandoli della situazione e delle relative procedure da seguire in via solamente precauzionale. Lo stesso arcivescovo, Renato Boccardo, ha effettuato la profilassi senza recarsi al pronto soccorso ma contattando il medico curante”.

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