MEDIAVIP ALL’ATTACCO DEL FESTIVAL: “ABBIAMO SUBITO PRESSIONI E RICATTI. ECCO LA VERITA’”. 8 GIUGNO SI TERRA’ LA PRIMA UDIENZA. LEGALI CHIEDONO SEQUESTRO PER 2,5 MILIONI DI €. FESTIVAL A RISCHIO? (Foto) - Tuttoggi

MEDIAVIP ALL’ATTACCO DEL FESTIVAL: “ABBIAMO SUBITO PRESSIONI E RICATTI. ECCO LA VERITA’”. 8 GIUGNO SI TERRA’ LA PRIMA UDIENZA. LEGALI CHIEDONO SEQUESTRO PER 2,5 MILIONI DI €. FESTIVAL A RISCHIO? (Foto)

Redazione

MEDIAVIP ALL’ATTACCO DEL FESTIVAL: “ABBIAMO SUBITO PRESSIONI E RICATTI. ECCO LA VERITA’”. 8 GIUGNO SI TERRA’ LA PRIMA UDIENZA. LEGALI CHIEDONO SEQUESTRO PER 2,5 MILIONI DI €. FESTIVAL A RISCHIO? (Foto)

Gio, 04/06/2009 - 20:02

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40 pagine di ricorso, 4 faldoni pieni zeppi di documentazione e la richiesta di sequestro conservativo per 2,5 milioni di euro. Di tanto si compone il ricorso che la Mediavip, la società di sponsoring e marketing allontanata dal CdA del Festival , ha intentato nei confronti della Fondazione. E che, avviata con procedura d’urgenza, ex art. 700, il giudice, il dottor Fornaci, discuterà il prossimo 8 giugno. Ironia della sorte il giorno prima di quella fissata dalla Etheria, società sostituita lo scorso anno in corsa proprio dalla Mediavip (anche se per la causa promossa dalla Gabetta c’è il serio rischio di un rinvio dal momento che il giudice, il dottor Laudenzi, è il presidente della Commissione elettorale). Dunque è toccato all’a.d. della Mediavip, Michele Costantino, sciorinare per quasi un’ora le proprie ragioni. “Dai documenti che abbiamo prodotto in giudizio si rileva che avevamo concluso più di 220mila euro di contratti di sponsorizzazione, mentre ve ne erano altri 385mila euro ormai prossimi alla conclusione. La differenza ad 1,4 milioni di euro la facevano gli sponsor storici – come Bps, Scs, Casse del Centro e Fondazione Carispo per 600mila euro – e quelli nuovi come l’Olio Carli (50mila euro) o le associazioni di categoria (100mila euro) alle quali avevamo proposto un convegno sull’economia alla presenza del ministro Tremonti e dell’onorevole Bersani”. Con alcuni di questi, spiega Costantino, “abbiamo svolto il ruolo di ‘mediatori’ perché dopo lo scorso anno si erano incrinati i rapporti con il presidente Ferrara. Noi l’abbiamo portato a parlare anche con il presidente di una banca”. Siamo allo scorso autunno. “Abbiamo lavorato sodo mettendo in campo una dozzina di persone – spiega Costantino – 3 che operavano a livello locale, fra cui uno spoletino, le altre sul mercato nazionale. 150 sono i potenziali sponsor e tutte le operazioni, a differenza di quanto asserito dalla Fondazione tramite i giornali, sono state puntualmente portate alla attenzione del direttore della Fondazione”.

E’ con l’inizio dell’inverno che i rapporti cominciano a gelare. “Quando abbiamo cominciato ad aver sentore di alcune ingerenze della Fondazione con i nostri sponsor”. Il contratto che Mediavip ha firmato il 1 marzo 2008 parla chiaro. Tutti gli sponsor, anche quelli storici, sono ‘di competenza’ della società torinese. La tesi di Costantino (e dei suoi legali, l’avvocato Calai del foro di Spoleto presente alla conferenza, e Francesco Fusco di Torino) è che la Fondazione avrebbe ostacolato il lavoro della Mediavip. “Abbiamo subito molte pressioni – continua – sarebbe più opportuno parlare di ricatti con i quali ci veniva chiesto ora di togliere l’esclusiva sulle sponsorizzazioni, ora di non operare sul comprensorio locale o ancora di abbassare le nostre provvigioni (fra il 10 e il 25%, n.d.r.)”. Certo, resta da capire come mai la Fondazione abbia stipulato un contratto nel quale si prevedono provvigioni anche verso gli sponsor storici. In parte lo spiega lo stesso Costantino: “un caso emblematico è quello della azienda Monini che negli ultimi due anni della gestione Menotti non ha legato il proprio marchio al Festival. Siamo stati noi a riportarli ad essere fra i più importanti sostenitori della kermesse”.

Si arriva così al 30 aprile, all’indomani della conferenza stampa di Roma, quando i legali della Mediavip inviano una lettera di contestazione alla Fondazione. “A quel punto, la Fondazione è stata messa all’angolo. O tornava sui suoi passi facendoci svolgere i nostri compiti o risolveva il contratto. Hanno optato per la seconda strada anche se in modo un po’ singolare e con una comunicazione che ci ha arrecato notevoli danni di immagine. Danni che quantificheremo successivamente”.

Nessun commento dalla Fondazione che ha incaricato uno studio di Roma per contrastare l’azione legale della Mediavip.


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