Si è tenuta al tribunale di Terni l’udienza di convalida del fermo di indiziato di delitto a carico di Mohammed El Messaoudi, il 42enne accusato di aver tentato di uccidere sua moglie, Fatiha, colpendola con almeno 8 martellate in testa a bordo di un autobus a Santa Lucia di Stroncone, sabato. La donna, ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Terni, lotta tra la vita e la morte; le sue condizioni, disperate, risultano comunque stabili.
El Messaoudi, accusato di tentato omicidio pluriaggravato e di violazione del divieto di avvicinamento alla donna – che gli era stato imposto a inizio aprile dopo la denuncia per maltrattamenti – è arrivato al tribunale di Terni intorno alle 13,30 di giovedì a bordo di un “cellulare” della polizia penitenziaria. Fuori dal palazzo di giustizia, in contemporanea, c’erano alcuni familiari di Fatiha, con l’avvocato che li rappresenta, Valentino Viali. Durante l’udienza, durata una manciata di minuti, il 42enne marocchino si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip. Il fermo è stato dunque convalidato, con il giudice che ha disposto la custodia cautelare in carcere e la remissione degli atti in Procura per ulteriori indagini.
L’avvocato Viali, al termine dell’udienza di convalida, ha evidenziato che se il braccialetto elettronico avesse funzionato, l’aggressione si sarebbe potuta evitare per il tempestivo intervento delle forze dell’ordine. “Bisogna capire perché il braccialetto elettronico non ha funzionato o se ha funzionato male. Il dispiacere di tutti è che era una situazione che veniva dal mese scorso e che si poteva forse evitare o perimetrare solo se lo strumento avesse funzionato. Il giudice aveva adottato tutte le misure previste con il divieto di avvicinamento e l’obbligo di mettere il braccialetto”.
L’uomo era sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico quando sabato è salito sull’autobus di linea che stava riportando la moglie (che lo aveva lasciato e denunciato dopo i maltrattamenti) a casa dopo il lavoro presso una famiglia di Santa Lucia di Stroncone. Con un martello che avrebbe comprato nei giorni precedenti, ha colpito la donna più volte, in particolar modo alla testa, fracassandole il cranio. Prima di scendere, una volta che il bus si è fermato quando la conducente ha capito cosa stava succedendo, sbarazzandosi del braccialetto elettronico e nascondendosi nella periferia di Stroncone, dove poi è stato arrestato dai carabinieri martedì mattina grazie alla segnalazione di una barista di Vascigliano.
(articolo in aggiornamento)