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Manovra, Bocci: il Pd si mobilita con i due Atenei perugini

Redazione

Manovra, Bocci: il Pd si mobilita con i due Atenei perugini

Il neo segretario dem attacca i tagli all'Università ed il blocco delle assunzioni che penalizza i precari
Sab, 22/12/2018 - 19:11

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Manovra, Bocci: il Pd si mobilita con i due Atenei perugini

“Una classe politica priva di spessore culturale non poteva che scegliere come campo privilegiato dei tagli l’Università”. Il neo segretario umbro del  Pd, Gianpiero Bocci, esprime preoccupazione per i contorni del maxi-emendamento che riscriverà la Legge di bilancio nazionale “per la palese evidenza dell’impossibilità da parte di Lega e M5 Stelle di mantenere le promesse elettorali“. E in particolare, critica le modalità con cui si dovrebbe attuare il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione. “In una prima versione, sempre per sottolineare l’approssimazione e la confusione che regna nel Governo – attacca Bocci – l’emendamento colpiva prevalentemente i passaggi di carriera, in particolare le conferme degli RTDb ed i passaggi da altre posizioni precarie (assegnisti e RTDa) a professore associato. Di fronte a questo scenario inverosimile è dovuto intervenuto il viceministro Fioramonti, che dalla sua pagina Facebook, ormai con loro diventato canale istituzionale, puntualizzava che il comma 208-bis fa riferimento esclusivamente al blocco di quelle assunzioni a tempo indeterminato derivanti dalle facoltà assunzionali ordinarie, e riferite al 2019, che sono cioè quelle basate sui punti organico 2019, escludendo dal blocco delle assunzioni i seguenti casi: prese di servizio di associati ex art.24 c.5 della 240/2010; assunzioni derivanti da facoltà assunzionali di anni diversi, come i bandi a valere sui punti organico 2018 o precedenti; bandi derivanti da risorse per piani di reclutamento straordinario o risorse premiali“.

Modalità che, se confermate, toglierebbero risorse all’università italiana. “Vedremo come andrà a finire. Peccato però – prosegue il segretario del Pd – che le altisonanti promesse del ministro parlavano di stabilizzazioni, di investimenti massici su ricerca e università per invertire la rotta che dopo la legge Gelmini ha condotto gli Atenei italiani in una fase di totale asfissia. Una presa in giro per i 63.000 precari che oggi lavorano nelle università e ai quali il Partito democratico dovrà essere vicino appoggiando le loro giuste richieste“.

Bocci annuncia uno stato di mobilitazione che ci vedrà impegnati i due atenei perugini a fianco delle loro rivendicazioni “per invertire veramente la rotta e restituire all’Università il ruolo di volano di sviluppo dei nostri territori e del nostro Paese“.


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