Era stato trovato su un banco ambulante del mercato mensile dell’antiquariato di Campello
sul Clitunno. I proprietari, dopo le indagini, sono però risultati inconsapevoli del fatto che quel prezioso manoscritto, databile tra il XVI ed il XVII secolo, fosse stato rubato dal fondo archivistico “Protocollo Notarili – I versamento – Distretto di Salerno”, contenente i registri dei protocolli dei notai roganti
sulla piazza di Amalfi (SA).
I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia hanno restituito al direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, Amato Salvatore, il prezioso manoscritto.
Il documento è stato riconosciuto, a seguito degli accertamenti svolti dai militari specializzati del TPC unitamente a personale della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto, quale bene appartenente all’Archivio di Stato di Salerno, dal quale sarebbe stato asportato in epoca imprecisata.
In particolare, il manoscritto recuperato comprende l’elenco dei protocolli del notaio Giovanni Ferdinando de Rosa di Amalfi, relativi agli anni 1566-1597, documentazione di rilevante interesse storico e giuridico, testimonianza dell’attività notarile e della vita economico-sociale del territorio amalfitano in età
moderna.
Il rinvenimento è avvenuto nell’ambito dei costanti controlli che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale svolge con competenza esclusiva su tutto il territorio nazionale, finalizzati alla verifica
dell’autenticità e della lecita provenienza dei beni posti in vendita nei mercati antiquariali e nelle fiere di settore.
Anche in questo caso, l’attività investigativa ha permesso di intercettare un bene culturale di
straordinaria importanza prima che potesse essere definitivamente disperso.