Città di Castello

Manifestazione anti dimensionamento al cantiere “fantasma” della Dante | Sindaco incontrerà commissario

Una folla di genitori, studenti, insegnanti e rappresentanti istituzionali si è radunata stamattina (1 febbraio) davanti ai cancelli del cantiere “fantasma” della scuola media “Dante Alighieri” di Città di Castello.

La manifestazione è stata epicentro della protesta contro il decreto regionale n. 62 che impone il dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026/2027. Ad intervenire per prima è stata Lucia Fiorucci, coordinatrice dei genitori, che ha dato voce alle preoccupazioni delle famiglie.

Il decreto comporterà il taglio di dirigenti, personale amministrativo e collaboratori scolastici (ATA), minando la continuità didattica – ha fato sapere la portavoce – Una dirigenza unica per plessi così numerosi e distanti ridurrebbe drasticamente la capacità di risposta ai bisogni specifici degli studenti, rendendo la gestione delle emergenze e il rapporto scuola-famiglia meno immediato e più complesso”.

Il sindaco Luca Secondi ha definito la giornata “un grande segnale di coesione democratica”. La scelta di manifestare proprio presso l’ex cantiere della Dante Alighieri non è stata casuale: oltre a ribadire il “no” all’accorpamento, l’obiettivo è “solleticare il Ministero affinché rimetta in moto l’iter di ricostruzione dell’edificio, fermo da oltre un anno. Vogliamo far sentire una voce corale contro una situazione inaccettabile che colpisce una scuola già ferita dall’inadempienza dei lavori“, ha dichiarato il primo cittadino.

Durante il sit-in è arrivato anche un annuncio cruciale: lunedì 2 febbraio, l’amministrazione comunale incontrerà il commissario ad acta e direttore generale dell’USR Umbria, Ernesto Pellecchia. In quella sede, il sindaco e l’assessore Letizia Guerri ribadiranno la ferma contrarietà al provvedimento, portando sul tavolo tecnico le criticità legate alla mancanza di spazi e alla complessità logistica del territorio, cercando una soluzione che possa accogliere le istanze dei 1600 firmatari della petizione avviata in questi giorni.

Dal punto di vista tecnico, il dirigente scolastico Filippo Pettinari ha evidenziato come “l’accorpamento rischi di compromettere i progetti didattici e l’offerta formativa in corso”. L’amministrazione ha già attivato le procedure per il ricorso al Tar e l’accesso agli atti per esaminare le motivazioni del decreto n. 60, finora rimaste “segrete”.

Il fronte della protesta appare compatto e trasversale. Oltre alle azioni legali, è stata avviata un’interlocuzione con i vertici della Regione Umbria, tra cui la presidente Stefania Proietti, e con i parlamentari locali di ogni schieramento, da Marchetti a Polidori, fino ad Ascani e Verini. La comunità tifernate si dice pronta a proseguire la battaglia con fermezza per tutelare il diritto all’istruzione e impedire che il sistema scolastico locale subisca quella che è stata definita “un’autentica ingiustizia. L’obiettivo è dimostrare l’illogicità di una scelta che creerebbe due istituti comprensivi tra i più grandi dell’intera Umbria, con oltre 800 studenti per circolo, mentre altre realtà mantengono numeri molto inferiori”.