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M5S Terni “Dati allarmanti su analisi dell’acqua sotto Ast”

Redazione

M5S Terni “Dati allarmanti su analisi dell’acqua sotto Ast”

La denuncia del consigliere pentastellato Thomas De Luca
Mar, 31/05/2016 - 18:16

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M5S Terni “Dati allarmanti su analisi dell’acqua sotto Ast”

“Dalle analisi svolte all’interno dell’area del polo siderurgico sono emersi, su 13 piezometri monitorati, 5 hanno riscontrato superamenti dei limiti di legge per le acque sotterranee, le falde acquifere sottostanti. Per quanto il cromo esavalente a fronte di un limite di legge di 5μg/l in tre piezometri sono stati riscontrati valori superiori rispettivamente di 8μg/l (+60% oltre il limite), 25 μg/l (+400% oltre il limite), 170μg/l (+3300% oltre il limite). Per quest’ultimo stiamo parlando di valori 34 volte superiori al limite di legge”. Lo riferisce, in una sua nota, il consigliere Thomas De Luca del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

“Ci chiediamo – prosegue De Luca –  come sia possibile che ARPA Umbria abbia aspettato due mesi, per comunicare alle istituzioni locali, Comune, Provincia e Regione, le risultanze di queste analisi. A fronte del tweet del Direttore dell’ARPA Walter Ganapini che ha affermato di aver comunicato ed inviato già da tempo i dati agli enti, di fronte alla nostra ennesima visita negli uffici abbiamo riscontrato, così come certificato dal protocollo, che solo il 30 maggio questi dati sono arrivati a conoscenza degli uffici. Cosa ben più grave è che questi dati non siano stati posti a conoscenza dell’opinione pubblica da parte di ARPA Umbria, ma che ci voglia una forza politica d’opposizione per renderli pubblici. Questo è il negazionismo 2.0 altro che trasparenza”.

“Ma come se non bastasse – continua De Luca – due piezometri hanno riscontrato valori superiori di tetracloroetilene fino a 210 μg/l, a fronte di un limite di legge di 1 μg/l. La cosa più sorprendente però è ciò che si legge nella missiva ARPA arrivata il 30 maggio in comune in cui si afferma. In particolare, la rilevazione per il tetracloroetilene è diretta anche a stabilire se la contaminazione, rilevata all’Interno del SIN possa essere correlata a quella che sul finire del 2015 ha coinvolto i pozzi pubblici San Martino e Mattatoio.” Siamo di fronte ad una svolta senza precedenti che getta ombre inquietanti sulla devastazione ambientale della città. In un piezometro è stata riscontrata una non conformità per quanto riguarda i Solfati, riscontrando un valore di 320 mg/l a fronte di un limite di 250 mg/l.”.

“Quanti anni sono passati prima che venissero svolti i monitoraggi delle acque di falda all’interno dell’area “d’interesse nazionale?” –  chiede De Luca nella sua nota.
“Solo dopo 15 anni dalla sua istituzione abbiamo queste risultanze? Con quella completezza nella ricerca dei dati da tempo richiesta dal Ministero dell’Ambiente? Si apre uno scenario nuovo che cambia completamente la prospettiva e in cui chi ha sbagliato dovrà assumersene tutte le responsabilità”.


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