Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale scatta in Italia il declassamento del lupo da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”. In questo modo l’Italia, al pari di altri Stati, recepisce il cambio normativo deciso a livello europeo attraverso la modifica alla direttiva Habita.
Ciò consentirà un maggiore flessibilità di gestione di questa specie, con maggior potere assegnato alle Regioni, dato che per l’abbattimento di capi, in determinate condizioni, non servirà più l’autorizzazione ministeriale.
Come per i Calendario venatori, resta obbligatorio, anche se non vincolante, il parere di Ispra. Procedura che potrebbe portare a contenziosi amministrativi.
Così come altro motivo di battaglia legale con le associazioni animaliste, che contestano il provvedimento, potrebbe nascere dall’interpretazione sulla necessità di modificare o meno la norma della legge 157/92 che indica ancora il lupo come specie “rigorosamente protetta”. Per alcune Regioni il recepimento della direttiva europea abroga già questa norma, senza necessità di un intervento sulla 157, che assegna alle stesse Regioni il controllo.
Il Ministero ha pubblicato le nuove quote di prelievo per ciascuna regione, prevedendo abbattimenti tra il 3 e il 5% della popolazione stimata nelle zone montane. Per un totale di massimo 160 esemplari a livello nazionale.
Questo il numero massimo di lupi prelevabili:
Abruzzo 9
Basilicata 9
Bolzano 2
Calabria 11
Campania 10
Emilia Romagna 15
Friuli Venezia Giulia 2
Lazio 15
Liguria 4
Lombardia 2
Marche 8
Molise 4
Piemonte 16
Puglia 12
Toscana 22
Trento 5
Umbria 8
Valle d’Aosta 3
Veneto 4