L'Umbria con la "C" maiuscola / La classifica delle migliori aziende per Esg89 / Foto e Video TO - Tuttoggi.info

L'Umbria con la “C” maiuscola / La classifica delle migliori aziende per Esg89 / Foto e Video TO

Redazione

L'Umbria con la “C” maiuscola / La classifica delle migliori aziende per Esg89 / Foto e Video TO

Ven, 06/12/2013 - 22:54

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Min. Cip.
Cambia volto l'Umbria di Giovanni Giorgetti, o meglio l'Umbria vista attraverso i dati raccolti e analizzati dal Cento Studi Economico Finanziario di Esg89 (di cui appunto Giorgetti è presidente) che ogni anno passa sotto la lente le performance delle aziende italiane e che questa mattina in occasione della sua ventesima edizione ha presentato l’Annuario Economico dell’Umbria 2014-2015.

Il quadro. Quello che è emerso è il quadro di una regione che si è mossa su un asse evolutivo Banche – Food – Cemento – Edilizia almeno fino al 1992 per poi vedere in testa l' “acciaio” a distanza di 10 anni (lasciando sempre un gran rilievo al cemento e alle costruzioni) con la comparsa a gamba tesa del settore della grande distribuzione organizzata. Ora ad un ventennio di distanza i colossi della distribuzione sono in testa, le banche praticamente scomparse dalla classifica e le costruzioni-cemento in sofferenza. A fare il loro glorioso ingresso in campo sono piuttosto i grandi brand del cuore verde che riescono ad essere interessanti anche sul mercato internazionale.

La classifica dei “capitali”. Ne emerge così una classifica delle società capitali dell'Umbria che vede al primo posto Pac 2000A Conad con un fatturato da 2.423.515.000 euro, seguita da Acciai Speciali Terni Spa che scende al secondo posto dopo oltre un decennio con 2.353.524.000 euro e al terzo, stabile, Coop Centro Iitalia con 654.650.000 euro. Poi a seguire le altre top companies: da Eurospin Tirrenica Spacon un ragguardevole 551.447.864 euro a Financo Srl con 532.211.000 euro. Poi ci sono Farmacentro servizi e logistica (COOP) con 356.238.445 euro, Iges srl con 332.807.719 euro, G.M.F. Grandi Magazzini Fioroni Spa con 331.155.000 euro, Colacem Spa con 299.399.2399 euro e Brunello Cucinelli Spa (CONS.) con 281.647.000 euro.

Le “Top” per utile netto. Nella gerarchia per utile netto, spicca la cooperativa Pac 2000A Conad con 47.902.000 euro, in crescita rispetto all’esercizio precedente, seguita dall’altro colosso della grande distribuzione Eurospin Tirrenica Spa con 24.437.666 euro e dal “re” del cachemire Brunello Cucinelli Spa con 22.484.000 euro. Sempre nel comparto tessile, abbiamo Spa.Pi Spa (CONS.) a con 13.073.104 euro e Luisa Spagnoli Spa con 10.846.000 euro. E ancora Goldlake Italia Spa di Gubbio con un ottimo risultato di 9.977.910 euro, società del gruppo Gold Holding, che fa capo alla famiglia di Franco Colaiacovo. La prima società della provincia di Terni per utile netto è la Eskigel Srl, che opera nel comparto alimentare, con 9.951.667 euro.

L'Umbria può farcela con un cambio di marcia. Partendo dall'analisi del comparto bancario Giorgetti ha spiegato che “L’Umbria negli ultimi 15 anni ha dilapidato un patrimonio. Oggi il sistema del credito locale non ha più la capacità di sostenere l’economia di questa regione. I dati ci confermano, comunque, che il “Cuore verde d'Italia” può farcela. Ha bisogno, però, di un cambio di marcia drastico in tutti gli aspetti della vita economica, dalle rappresentanze imprenditoriali e sindacali alla pubblica amministrazione, dal sistema del credito alla classe dirigente fino a quella imprenditoriale. È necessario un nuovo e concreto “patto” di sviluppo fra gli attori della vita economica di questa regione, troppo spesso invece ripiegata su se stessa e su strategie legate al passato. La teoria delle ‘C’ , ben impressa nelle menti imprenditoriali internazionali più illuminate e che ogni giorno viene osservata anche all’interno della nostra società, dovrà valere per tutti i protagonisti: conoscenza, comunicazione, creatività, crescita, competitività, coraggio e cuore”.

Gli “hashtag” della giornata: cambiamento, giovani, burocrazia. Cambiamento. Declinato in tutti i suoi sinonimi. Se per Ulderico Sbarra (segretario regionale della Cisl) è “necessario un forte cambiamento, che dipende anche da quello che succederà in Europa. Bisogna costruire nuove, diverse e più efficienti politiche industriali”, per Sergio Bova (Confartigianato) il problema principale è non aver fatto una “rivoluzione culturale”. I giovani. Altro hashtag della giornata. Per Federica Angelantoni (amministratore delegato di Archimede solar energy) “i giovani imprenditori si danno da fare perché vedono spiragli positivi”, mentre, Chiara Pucciarini (presidente regionale giovani imprenditori di Confcommercio) ha sottolineato che “prima di incentivare l'imprenditorialità giovanile bisogna creare un sistema che sia in grado di aiutarla e supportarla”. Burocrazia. Il male del secolo. “Gli imprenditori sono stanchi. Siamo massacrati dalla burocrazia e dalle tasse”, esordisce Elena Veschi ( presidente giovani imprenditori di Confindustria Umbria).

Walter e Weimar. Ospite d'eccezione, l'onorevole Walter Veltroni che ha ricordato come la Repubblica di Weimar sia nata in un contesto simile a quello attuale “di crisi economica e politica, dove la faceva da padrona l'antipolitica. Bisogna stare attenti”. Parlando dell'economia regionale, invece, ha riportato l'attenzione sulle piccole e medie imprese “tessuto economico regionale importante che va supportato”.

La governatrice Marini sull'importanza della collaborazione e della governabilità. Le conclusioni del convegno sono spettate alla governatrice dell'Umbria Catiuscia Marini. Un intervento molto sentito, tutto d'un fiato, sull'impegno, le difficoltà e i successi dell'Umbria: “Venti anni di storia di un’azienda come Esg89 e di una regione come l’Umbria segnano non solo il trascorrere del tempo, ma una cesura sostanziale tra conclusione di un ciclo economico e sociale iniziato nel dopo guerra e l’inizio di una fase che richiede nuovi paradigmi di lettura dei fenomeni. L’avvento delle nuove tecnologie della comunicazione, la moneta unica, una crisi strutturale mai sperimentata nei sessanta anni precedenti ci inducono a leggere la realtà e le prospettive di uno sviluppo che abbia i caratteri della sostenibilità con una visione aperta al cambiamento ed all’innovazione”. Una luce in fondo al tunnel della crisi da raggiungere con l'innovazione e la tradizione produttiva di cui l'Umbria è capace. Oltre a questo è necessario “Fare un lavoro di squadra, dove ognuno si assuma la propria responsabilità, perché non sono più i tempi in cui le politiche pubbliche venivano imposte dall'alto, attualmente si fanno e si devono fare insieme”. Sulla governabilità. Ci troviamo con “Un governo che non riesce a fare programmazione ordinaria”, ha spiegato la governatrice nella parte conclusiva del suo intervento non mancando di fare un appello affinché la scelta, ormai dovuta, di un nuovo sistema elettorale, non vada a minare la governabilità del paese (e degli enti locali), assicurando un sistema che sia espressione di maggioranze forti e della volontà emersa dalle urne.

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