Si annuncia alquanto difficile la prossima seduta del Consiglio comunale di Spoleto convocata per il prossimo 8 giugno e che, tra le altre questioni, dovrà riesaminare “l’osservazione presentata il 25.03.2019 alla variante al Prg parte strutturale adottato con deliberazione di consiglio comunale n. 1 del 04/02/2019 a seguito della sentenza del tar dell’8 ottobre 2024 – approvazione finale” ovvero la lottizzazione dell’area di Madonna di Lugo prossima al laghetto di Teodorico di origine longobarda e su cui la maggioranza della Giunta Sisti si è già spaccata più di un anno fa con voti discordanti.
Una questione che risale alla giunta De Augustinis quando il parlamento cittadino, alla Ponzio Pilato, decise di non decidere, astenendosi dal votare l’osservazione che venne impugnata dai proprietari del terreno davanti al Tar che sentenziò come il parlamento cittadino dovesse, in un modo o nell’altro, esprimersi. C’è da dire che, oltre al fatto che l’area del laghetto appartiene ad altro proprietario – come fanno sapere i legali dell’area che si vorrebbe rendere residenziale -, sia gli uffici del Comune che quelli della Provincia di Perugia hanno già messo nero su bianco che sulla zona non graverebbe alcun vincolo.
Una mozione del consigliere agronomo Daniele Filippi (Civici umbri) era stata comunque approvata a maggioranza, con i voti della lista di opposizione Insieme per Spoleto, per una riduzione dell’area da lottizzare. Che cosa abbiano fatto gli uffici competenti al riguardo non è dato sapere, anche se proprio il prossimo 8 giugno se ne potrà sapere di più dallo stesso Filippi, presidente della competente Commissione, chiamato a relazionare sul tema prima degli interventi e conseguente voto del Consiglio.
Una questione spinosa, quella della lottizzazione dell’area del laghetto, sulla quale anche ieri sono intervenute pubblicamente le associazioni ambientaliste locali (Legambiente, Italia nostra e Cai) che hanno inviato un nuovo appello ai consiglieri comunali e informato la cittadinanza di aver inviato una dettagliata relazione alla Soprintendenza dell’Umbria (Mic).
Leggiamo la nota: “Le sezioni locali di Legambiente, Italia Nostra e il CAI Sezione di Spoleto Enzo Cori lanciano un appello accorato e urgente affinché si eviti quello che definiscono l’ennesimo scempio ai danni del territorio. La vicenda del “Laghetto di Teodorico” a Madonna di Lugo è infatti giunta a un bivio cruciale: la proposta di variante al Piano Regolatore per l’istituzione di una zona ZAUNI (Zone Agricole Utilizzabili per Nuovi Insediamenti) rischia di trasformarsi nel pretesto per una nuova, irresponsabile ondata di cemento in un’area che, miracolosamente, è scampata finora alla furia costruttrice. Le associazioni sottolineano come sia profondamente inaccettabile continuare a pianificare l’espansione edilizia in una città colpita da un vertiginoso calo demografico e da un progressivo spopolamento. Invece di investire sulla riqualificazione del patrimonio esistente, si sceglie di minacciare un sito che non è un semplice terreno agricolo, ma un’area di inestimabile valore per la città stessa, sia dal punto di vista paesaggistico sia per le sue numerose e particolari caratteristiche geologiche, naturalistico-ambientali e storico-archeologiche.
Un luogo che, al contrario, andrebbe valorizzato e segnalato con opportuni pannelli didattici. Questo sito, relitto di un vasto bacino lacustre di passate epoche geologiche, custodisce le testimonianze delle bonifiche volute dal re goto Teodorico nel VI secolo, tra cui spicca una straordinaria galleria in pietra con funzione drenante lunga ben 240 metri, che permette ancora oggi di mantenere costante il livello delle acque del laghetto. L’opera, perfezionata nel Medioevo, è molto importante anche per lo studio degli antichi sistemi idraulici. Accanto a questa eredità storica, il laghetto rappresenta un nodo vitale della rete ecologica regionale: è un’oasi di biodiversità dove nidificano e sostano uccelli migratori come il tarabusino e varie specie di aironi, ed è popolato da sedici diverse specie di libellule e numerosi anfibi. Per queste ragioni, viene chiesto con fermezza al Consiglio Comunale di esprimersi negativamente sulla variante ZAUNI, mantenendo la destinazione agricola dell’area e almeno rispettando la “mozione Filippi” approvata lo scorso anno, che già impegnava l’Amministrazione alla tutela paesaggistica del sito. La coerenza del Comune, che si fregia del titolo di “Città dell’Arte, della Natura e della Cultura”, è ora messa alla prova. Le tre associazioni hanno già inviato alla Soprintendenza le relazioni specialistiche (geologica, ambientale e archeologica) e hanno formalmente richiesto l’avvio della procedura di tutela per l’intera area, convinte che proteggere il sito del “Laghetto di Teodorico” sia un atto doveroso per conservare l’identità stessa del paesaggio spoletino. L’invito finale ai consiglieri è quello di agire scegliendo la bellezza e il bene comune e abbandonando definitivamente logiche di lottizzazione che appartengono a un passato ormai anacronistico”.
Una posizione che è già stata condivisa dai consiglieri Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili (Alleanza civica) che hanno rilanciato il post delle associazioni sui propri profili social circa la lottizzazione dell’area viciniora al laghetto di Teodorico.
La lottizzazione del cosiddetto “laghetto di Teodorico” sarà anticipata dalla “approvazione delle scadenza pagamento della Tari per il 2026”.
A seguire le comunicazioni (eventuali) del Sindaco Sisti e dei Consiglieri – facile immaginare prese di posizione sulla situazione dei parcheggi in centro storico –, le interpellanze (Grifoni per l’illuminazione pubblica in via III Settembre e sul torneo School cup, Cretoni sulla viabilità di via Don Guerrino Rota) mentre le prime due mozioni, destinate a suscitare indubbio interesse, sono quelle del gruppo Alleanza civica sul “rilancio dell’Ospedale San Matteo degli infermi” e del capogruppo di Spoleto 2030, Diego Catanossi sulla “realizzazione della strada per migliorare il collegamento della Statale 685 alla Tre Valli”. Sempre che si faccia a tempo a discuterle e che qualche manina non chieda una inversione all’ordine del giorno.
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