L'ordinanza a Castiglione per abbattere i cinghiali diventa un caso, Wwf contesta e la manda agli avvocati

L’ordinanza a Castiglione per abbattere i cinghiali diventa un caso, Wwf contesta e la manda agli avvocati

Redazione

L’ordinanza a Castiglione per abbattere i cinghiali diventa un caso, Wwf contesta e la manda agli avvocati

Mer, 06/01/2021 - 17:22

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Presenzini (Wwf Perugia): non siamo pregiudizialmente contrari per la pubblica incolumità, ma qui sembra autorizzare a sparare anche in mezzo alle case

Ordinanza del sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, per abbattere cinghiali a tutela della pubblica incolumità. Un provvedimento che però viene contestato da animalisti e ambientalisti.

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Critiche anche dal Wwf Perugia, che pure, spiega, “non è preconcettualmente” contrario all’abbattimento dei cinghiali a tutela della pubblica utilità, “se i motivi sono reali, trasparenti, riscontrabili”.

Ma per il Wwf Perugia, in questo caso, non è così. Secondo l’associazione ambientalista, infatti, in questo caso non sarebbe stata tutelata proprio la pubblica incolumità.

Il presidente del Wwf Perugia, Sauro Presenzini, ha letto le motivazioni a base dell’ordinanza contingibile ed urgente, ed è trasecolato. E commenta: “Quest’ordinanza non è sorretta da nessuna evidenza reale, contrasta con le leggi vigenti, invade le competenze statali, si sostituisce addirittura al prefetto in tema di pubblica sicurezza e incolumità, istiga i cittadini a comportamenti “contra legem” e cosa veramente curiosa, per tutelare la pubblica incolumità, … proprio di essa si dimentica!!!”Infatti, sembrerebbe ‘autorizzare’ dei privati cittadini ‘non abilitati’, ad usare armi a canna rigata (che sparano proiettili a oltre 3 chilometri di distanza), anche in mezzo alle case, in luoghi pubblici, nelle vie, ove i potenziali selvatici potrebbero essere rincorsi e fucilati sul posto”.

Effettuato l’accesso agli atti, gli avvocati del Wwf, Valeria Passeri, Michele Pezone, Domenico Aiello e Patrizia Fantilli, studieranno il caso. Affinché questa e ordinanze simili, “sistematicamente falcidiate ed annullate in sede di esecuzione”, ricorda il Wwf, non possano poi essere usate ‘copia/incolla’ in tutta Italia. Come, secondo gli ambientalisti, sarebbe stato fatto a Castiglione del Lago. Un’ordinanza che sta diventando un caso, in tutta Italia.

Presidente Presenzini osserva ancora come tale ordinanza “abbia anche esercitato uno sgarbo istituzionale nei confronti del prefetto, invadendone a gamba tesa le prerogative (la pubblica incolumità) che, come noto, giuridicamente sono competenze di rango statale e sono certamente ultronee alle competenze locali di un sindaco.

Secondo il Wwf, poi, ad una attenta disamina dell’ordinanza le motivazioni richiamate in essa sarebbero “fumose e lacunose”.

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