LIRICO SPERIMENTALE: INTERVISTA AL DIRETTORE DE "L'ELISIR D'AMORE" DANIEL MARTINEZ GIL DE TEJADA - Tuttoggi.info

LIRICO SPERIMENTALE: INTERVISTA AL DIRETTORE DE “L'ELISIR D'AMORE” DANIEL MARTINEZ GIL DE TEJADA

Redazione

LIRICO SPERIMENTALE: INTERVISTA AL DIRETTORE DE “L'ELISIR D'AMORE” DANIEL MARTINEZ GIL DE TEJADA

Gio, 03/09/2009 - 13:25

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Il direttore catalano Daniel Martinez Gil De Tejada ha portato una ventata di esotismo e freschezza a Spoleto. È arrivato con sua moglie, e dopo il lavoro con i cantanti all'Auditorium della Stella, da oggi sarà impegnato con l'Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale al Teatro Nuovo nelle prove dell'Elisir d'amore che aprirà la 63° Stagione Lirica Sperimentale il 10 settembre.

Tra una prova e l'altra, quasi di corsa e con il suo italiano spagnoleggiante, ha rilasciato una breve intervista per raccontarci come sarà il suo Elisir d'amore e anche come si trova in città.

Prima qualche nota relativa alla sua formazione e al suo curriculum: nato nel 1974 a Valencia, Martinez Gil De Tejada è il vincitore della XV edizione del concorso “Franco Capuana” per giovani direttori d'orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Ha studiato pianoforte e direzione di coro al Conservatorio superiore di Musica Joaquin Rodrigo e si è diplomato in direzione d'orchestra nel 2001 a Londra, al Royal College of Music. Fino al 2004 è stato direttore assistente del coro del Gran Teatro del Liceu di Barcellona, e dal 2003 è direttore d'orchestra e di coro dell'Opera de Sabadell di Barcellona.

Innanzitutto benvenuto o meglio bentornato a Spoleto…

Spoleto le ha portato fortuna in questo anno?

È sempre bello vincere, in Spagna quest'anno si è parlato molto di me e dopo questo mese spero che parleranno ancora di più.

A livello musicale come sarà questo Elisir, com'è il suo approccio con partitura di Donizetti?

L'attributo che meglio si addice alla partitura dell'Elisir d'amore è la freschezza. La musica dell'Elisir è una musica fresca, ottimista. E poi la comicità: il personaggio di Dulcamara è un personaggio buffo, anche Belcore lo è, e in tutti i personaggi vince lo spirito ottimista. La musica è gradevole, piacevole, arriva subito al cuore ed è facile da ascoltare.

Quali sono i suoi grandi amori nella musica?

Mi piace molto Donizetti, e amo le opere buffe. Il Don Pasquale, e anche Mozart. Nel repertorio serio, di Donizetti mi piace molto anche la Lucia di Lammermoor e amo Puccini, sul quale ho lavorato molto. L'elisir d'amore è stata la prima opera che ho fatto dieci anni fa. In quell'occasione ho lavorato nella produzione come Direttore del coro, pianista e assistente di scena. Praticamente tutti i ruoli ad eccezione della direzione d'orchestra. Da allora l'Elisir mi ha colpito per la sua freschezza.

Come si trova a lavorare con i giovani talenti del Teatro Lirico Sperimentale?

Sono molto abituato a lavorare con giovani. All'Opera de Sabadell di Barcellona, dove dal 2003 sono Direttore d'Orchestra e del Coro, è attiva un'Accademia di Canto, un po' come qui a Spoleto e per ogni produzione lavoro con un gruppo di professionisti e anche con un gruppo di giovani artisti. Per me è un'ottima scuola, per questo mi trovo bene anche qui a Spoleto a lavorare con dei giovani talenti.

Cos'hanno di speciale questi giovani cantanti rispetto ai professionisti che da anni calcano le scene?

La gioventù è speciale. I giovani vogliono dare tutto, hanno voglia di lavorare tantissimo e anche io sono uno che lavora molto. A volte con i professionisti alcune cose non si possono fare. Anche ai grandi la passione non manca, ma la gioventù ha un'altra carica… Inoltre con i giovani devo parlare di più, non devo dare nulla per scontato, devo pensare a tutto, a ogni dettaglio. Sono abituato a lavorare con loro e mi piace.

C'è un direttore al quale si ispira in modo particolare tra i grandi maestri?

Ce ne sono moltissimi. Tra gli italiani Claudio Abbado, Riccardo Muti e Riccardo Chailly sono i più grandi. Karajan mi piaceva molto nel repertorio romantico ma sopra a tutti il mio idolo è Carlos Kleiber. Aveva solo un difetto: negli ultimi anni dirigeva solo poche partiture, quelle che preferiva lui.

Le piace Spoleto?

Mi piace moltissimo perché è una città tranquilla, non è troppo grande e mi piace camminare per le strade e per i vicoli. Le salite sono faticose ma è un buon metodo per fare ginnastica. Amo il cibo italiano e per la prima volta qui ho mangiato il tartufo che mi piace moltissimo. Ma soprattutto mi piacciono i teatri, il Teatro Nuovo ha una buca d'orchestra molto bella e il soffitto della platea è stupendo. E soprattutto, ne apprezzo molto l'acustica.

Sogni nel cassetto?

Sogno di continuare a vivere di musica, di costruire la mia carriera lentamente, a piccoli passi. Non mi piace arrivare troppo frettolosamente all'obiettivo.


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