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Lirico Sperimentale, debutta domani “La finta tedesca”

La prima rappresentazione in tempi moderni de LA FINTA TEDESCA di Johann Adolf Hasse debutta venerdì 18 settembre ore 21 al Piccolo Teatro di S. Nicolò di Spoleto. Il titolo riunisce i tre intermezzi Carlotta e Pantaleone (dal nome dei protagonisti principali) andati in scena nel maggio del 1728 al Teatro San Bartolomeo di Napoli, inseriti nel dramma serio Attalo re di Bitinia dello stesso autore.

 La consuetudine del tempo voleva che una breve composizione dal carattere leggero e brillante potesse essere inserita tra un atto e l’altro di un’opera seria per alleggerirne la drammaticità e fosse, per questo, divertente e dalla trama semplice, giocato con solo due ruoli principali e ricco di sfumature popolareggianti. Anche la musica rispondeva a questa esigenza di spontaneità e semplicità.

 Enorme fu il successo in tutta Europa de La finta tedesca, che non mancherà di sorprendere e divertire il pubblico.

 L’edizione critica è a cura di Claudio Toscani, direttore del Centro Studi Pergolesi, responsabile della collana «Intermezzi napoletani del Settecento», membro del comitato consultivo dell’Edizione critica delle opere di Vincenzo Bellini, del comitato di redazione di Works of / Opere di Rossini.

 «Abbiamo avviato la cura di una raccolta di intermezzi napoletani inediti – ci racconta il professor Toscani -. Una collana pubblicata dalle Edizioni ETS in collaborazione con il Centro Studi Pergolesi, Centro Interdipartimentale di Ricerca dell’Università degli Studi di Milano. Il nostro progetto è quello di almeno un’edizione all’anno e per ora abbiamo i fondi necessari. La finta tedesca è un esempio di quello che prevediamo essere un repertorio molto interessante, vivace e moderno. La musica è di ottima qualità. Sarà davvero una sorpresa».

 Una sorpresa divertente e moderna. «Sia gli interpreti della commedia dell’arte sia quelli degli intermezzi comici – scrive il professor Toscani – assumono il comportamento dei tipi ben caratterizzati e stabili della tradizione delle maschere, che sono al tempo stesso parodie di personaggi regionali».

 E la trama è semplice da sintetizzare. La bella serva Carlotta, giovane e furbetta, che mette in scena ogni astuzia e i più esilaranti travestimenti per farsi sposare dal ricco e candido Pantaleone. Il quale, a sua volta, pur amando già la ragazza, non vuole i fastidi del matrimonio. Alfine, si arriva all’accordo che rende tutti soddisfatti: il sogno d’amore è coronato, come pure quello della promozione sociale. E vissero tutti felici e contenti.

 Nel cast, a vestire i panni della giovane graziosa e del vecchio barbagianni, inscenare la pazzia simulata e il finto duello, ci saranno i giovani cantanti dello Sperimentale: i soprani Rosaria Fabiana Angotti e Sabrina Cortese, i baritoni Tommaso Barea e Eugenio Di Lieto.

Accompagnati dall’ensemble diretto dal maestro Massimi al clavicembalo e formato da Lorenzo Fabiani, Valerio Quaranta, Ilaria Metta, Margherita Pelanda, Anna Chiappalupi (violini), Andrea Pomeranz (viola) Matteo Maria Zurletti (violoncello), Giuseppe Zago, Emanuele Giunta (corni), con il mimo Jacopo Spampanato. I costumi sono di Clelia De Angelis.

 La prima sarà preceduta da una conferenza stampa di presentazione sempre al Complesso di S. Nicolò alle 17. Interverranno gli artisti, il regista, il direttore d’orchestra e il curatore dell’edizione critica, Claudio Toscani.

Piccolo Teatro di S. Nicolò di Spoleto (Sala Superiore)

Venerdì 18 settembre ore 21,00

Sabato 19 ore 21,00

Domenica 20 ore 17,00

Nel segno della ricerca musicale un importante accordo è stato raggiunto. È stata infatti siglata la convenzione tra lo Sperimentale di Spoleto -Teatro Lirico dell’Umbria e l’Università Statale di Milano, insieme per la ricerca e la messa in scena di capolavori ritrovati.

«L’accordo con l’Università di Milano e il Centro Studi Pergolesi diretto dal professor Claudio Toscani, accordo sottoscritto dal Magnifico Rettore dell’Università meneghina professor Gianluca Vago, è un’ulteriore e importante iniziativa che qualifica in modo significativo entrambe le Istituzioni nell’ambito della ricerca musicologica – dichiara Claudio Lepore, direttore generale dello Sperimentale -. L’Università si occuperà di recuperare testi di opere dimenticate di qualità mentre il Teatro sarà il laboratorio per restituire al pubblico e alla critica, dopo secoli di oblio, “perle” del teatro musicale settecentesco. Ma l’accordo non riguarda solo questa attività. Se ne potranno sviluppare altre e non è escluso che La finta tedesca, primo esperimento di collaborazione, possa essere presentato successivamente anche a Milano, quale frutto proprio dell’accordo raggiunto. Si parla molto in questi mesi di “Europa creativa” e di “sinergie e ricerca”. Questa convenzione non può che essere considerata esemplare da questi punti di vista: dal frutto della ricerca all’applicazione, studio e restituzione in forma creativa di un piccolo capolavoro della scuola musicale italiana».