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Lingua blu, morti 995 tra ovini e bovini in Umbria. Come funzionano gli indennizzi

Quasi mille tra ovini e caprini morti in Umbria per la febbre catarrale degli ovini (Blue tongue – lingua blu) e la Regione cerca di sostenere gli allevatori pesantemente danneggiati. Di questo si è parlato durante l’audizione delle Commissioni consiliari Seconda e Terza dell’Assemblea legislativa con l’assessore regionale Simona Meloni e i funzionari della Giunta di Palazzo Donini.

L’incontro si è svolto su richiesta dei consiglieri regionali Pace e Giambartolomei (FdI) e in seguito alla mozione presentata in Aula dai gruppi di opposizione e rinviata in Commissione.

Dopo l’illustrazione delle motivazione della richiesta di audizione da parte del consigliere regionale Eleonora Pace (FdI), i funzionari della Giunta regionale hanno spiegato che è stata creata un’apposita pagina nel sito internet istituzionale della Regione Umbria che riporta dati aggiornati ogni 48 ore sulla Lingua blu (https://tinyurl.com/contrasto-linguablu-umbria).

La malattia si è manifestata in Umbria da giugno 2025 e sono 134 gli allevamenti sospetti (125 di ovicaprini e 9 di bovini): in 69 allevamenti (distribuiti su 28 Comuni) è stato confermato il focolaio e 995 capi sono deceduti. Il tasso di mortalità è del 4,4% per gli ovicaprini. Alcune aree dell’Umbria mostrano una mortalità dello 0% mentre altre presentano tassi più elevati di contagi e di mortalità. La malattia risulta endemica su tutto il territorio nazionale ed è quindi diversa dalle malattie epidemiche, per questo non sono previsti indennizzi e abbattimenti. Il regolamento comunitario prevede programmi di eradicazione facoltativa. Il vaccino è stato consigliato a tutti gli allevatori – benché esistano diverse varianti della lingua blu – ed è disponibile dai primi giorni del contagio. La Regione ha attivato strumenti tecnici e normativi a supporto degli allevatori.

Il 26 giugno è stata diffusa una nota informativa rivolta ai molti soggetti interessati al contrasto della malattia. Un ruolo tecnico importante viene svolto dall’Osservatorio epidemiologico dell’Istituto zooprofilattico, che raccoglie ed elabora i dati. Rispetto al personale veterinario, nella Asl Umbria 1 risultano coperti tutti i 65 posti previsti mentre nella Asl Umbria 2 si registrano posti vacanti nei servizi di ‘Sanità animale’ e di ‘Igiene degli allevamenti e delle produzioni’.

L’assessore all’Agricoltura Simona Meloni ha aggiunto che fin dall’inizio della diffusione della malattia gli assessorati all’agricoltura e della sanità si sono mossi insieme per affrontare le criticità di una malattia che mancava dall’Umbria da più di dieci anni. È stato stanziato 1 milione di euro del Fondo unico regionale per l’agricoltura per fare fronte alle problematiche legate alla diffusione della Blue tongue. La gestione tecnica e finanziaria è stata affidata a Gepafin, che emanerà l’avviso pubblico ed a cui gli allevatori potranno presentare le richieste degli indennizzi spettanti. I ristori serviranno per la disinfezione delle stalle, lo smaltimento dei capi deceduti, il ripristino delle greggi, ovviamente a fronte di apposita documentazione.

L’intervento si basa sulla legge regionale 12/2015 e prevede: l’erogazione di ristori per la sostituzione dei capi deceduti e il reintegro delle greggi (fino al 90% del valore di mercato, calcolato dall’Istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare, Ismea); la copertura delle spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse: l’80% del costo, per un massimo di 250 euro a capo per i bovini e 70 euro a capo per ovicaprini. Gli indennizzi potranno essere erogati a fronte della segnalazione e del riconoscimento da parte dei servizi veterinari territoriali e del portale Siman (Sistema informativo malattie animali). La percentuale del fondo sanitario regionale destinato a questo comparto è ora del 4,4% ma potrebbe essere estesa, laddove necessario, al 5%.