I conservatorismi non producono sviluppo“Una normativa in continua evoluzione che regola i servizi pubblici locali e le mutate condizioni in cui operano i comuni sollecitano una riflessione a tutto campo sullo stato e le prospettive delle partecipate.Una riflessione da condurre senza condizionamenti di posizionamento politico, evitando scorciatoie semplicistiche di arretramento del pubblico, ma anche conservatorismi datati.Va messa in campo con coraggio una discussione che tenda ad una riorganizzazione complessiva delle partecipazioni del comune che ponga in discussione,laddove necessario, scelte ed assetti precedenti. Le aziende pubbliche costituiscono un patrimonio importante per la città, occorrono scelte strategiche di assetto societario e gestionale che garantiscano produzione di ricchezza, funzione sociale e prospettive di sviluppo. Una certa rappresentazione in negativo delle aziende pubbliche non risponde al vero, la realtà è molto più articolata, accanto a elementi di criticità vi sono dati e potenzialità importanti. L'impegno è quello di caratterizzare questo mandato amministrativo con una riorganizzazione complessiva delle partecipate del comune”.
Asfm: patrimonio pubblico, gestione privata “Per l'Asfm, dopo le ripetute perdite di bilancio di questi anni, è il momento di misure e scelte nette. Abbiamo escluso la scorciatoia semplicistica e sbagliata della svendita dell'azienda, si è avviato con determinazione un percorso di risanamento che evidenzierà una prima inversione di tendenza già nel 2010 per vincere la scommessa del pareggio di bilancio nell'anno in corso. Il 2011 sarà altresì l'anno della trasformazione dell'Asfm in Spa e della attivazione di un piano industriale che affronti alcuni nodi dalla cui risoluzione dipendono le prospettive di questa azienda. Mi riferisco in particolare al sistema di approvvigionamento dei farmaci in sinergia con Asl e Azienda Ospedaliera, ai nuovi servizi da garantire in farmacia, al superamento di situazioni di marginalità di alcune farmacie, alla patrimonializzazione dell'azienda. Resta aperto un problema relativo alla gestione di una attività che è al tempo commerciale e sociale. Ritengo che il pubblico debba mantenere la proprietà dell'azienda, e con essa una funzione di indirizzo e di controllo, la gestione non deve necessariamente restare in mano pubblica. Si può ipotizzare un affidamento della gestione, tramite procedura di gara, ad un soggetto imprenditoriale privato che garantisca efficienza dei servizi e redditività certa per il comune da reinvestire nel sociale”.
Usi: il circuito deve essere regionale “E' il tempo delle scelte anche per una realtà come l'Usi. La costituzione dell'Usi ha consentito di gestire gli effetti pesanti della conclusione negativa della vicenda dell'ex Cmm. Per una fase si è salvaguardata l'occupazione con l'attivazione di servizi e prestazioni per conto del comune di Terni e si è avviata una impegnativa operazione di risanamento finanziario ancora oggi non conclusa.Siamo ora in presenza di una società che opera esclusivamente per il comune di Terni, alle prese anch'esso con seri problemi di bilancio, con evidenti difficoltà di espansione e con dimensioni che non giustificano una realtà societaria autonoma. La nostra preoccupazione è quella di salvaguardare i livelli occupazionali e le competenze acquisite in questi anni di attività, ma in un quadro caratterizzato da necessarie razionalizzazioni va affrontato il tema del superamento dell'attuale situazione operando per collocare l'Usi in un circuito unitario regionale dei servizi alla pubblica amministrazione”.
Asm: fondamentale l'aggregazione “L'Asm ha avviato le celebrazioni per i 50 anni di attività al servizio della città; in questi decenni molta strada è stata fatta, l'azienda oggi è una realtà imprenditoriale importante con presenze nei settori fondamentali dei servizi pubblici locali (idrico-energia-gas-rifiuti), una azienda in grado di competere in un quadro di liberalizzazione dei servizi. Una azienda sana che chiude il 2010 con un utile di bilancio di oltre 1 milione di euro, il dato più significativo dal 2000 ad oggi, una azienda che dispone di progetti e potenzialità importanti. L'Asm gioca ora una partita decisiva con la gara provinciale per la gestione dei rifiuti, che con la riorganizzazione del servizio idrico e la gara d'ambito per la distribuzione del gas, porta a compimento il progetto di multiutility provinciale. In questo senso è fondamentale spingere in avanti con decisione processi di aggregazione e integrazione fra i soggetti pubblici che operano nel territorio provinciale. Vi sono oggi le condizioni per dare concretezza a questo disegno. L'obbiettivo deve essere quello di dar vita ad una realtà imprenditoriale pubblica che valorizzi le esperienze costruite nel territorio, rafforzi sinergie con soggetti privati, consolidi una centralità nella gestione dei servizi pubblici locali nell'interesse dei cittadini. Un nuovo, più solido soggetto imprenditoriale pubblico che partendo da una dimensione provinciale si metta in gioco, competa e ricerchi alleanze e possibili integrazioni in un'area più vasta. In una regione delle dimensioni dell'Umbria si pone il tema di una gestione ottimale dei servizi da realizzare con progetti di razionalizzazione, di riorganizzazione, ad iniziare dai soggetti pubblici: su questo terreno si avverte l'esigenza della ripresa di un confronto ampio, politico e istituzionale, a livello regionale”.