Legge Omnibus, bagarre sui vitalizi | Emendamento 5 Stelle torna in Commissione - Tuttoggi

Legge Omnibus, bagarre sui vitalizi | Emendamento 5 Stelle torna in Commissione

Alessia Chiriatti

Legge Omnibus, bagarre sui vitalizi | Emendamento 5 Stelle torna in Commissione

Presidente Marini a Liberati (M5S), "è un maleducato. Urli al suo cane. E' pura demagogia"
Ven, 22/12/2017 - 07:29

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Legge Omnibus, bagarre sui vitalizi  |  Emendamento 5 Stelle torna in Commissione

Novità su caccia, Province, normativa su incendi, Adisu, misure post sisma e riconoscimento di invalidità civile. Ad una prima lettura della legge Omnibus, approvata ieri, 21 dicembre, in Consiglio regionale dell’Umbria, queste sono le più importanti novità votate in assemblea, non senza screzi. E’ scattata infatti la bagarre in aula tra la presidente Marini e il consigliere del M5S, Andrea Liberati, a proposito di un emendamento presentato dagli stessi 5 Stelle a proposito dei vitalizi per i consiglieri regionali.

Pensioni d’oro e parole pesanti

Tornano quindi sul banco degli ‘imputati’ i vitalizi per i consiglieri regionali, con un emendamento presentato dal M5S con Maria Grazia Carbonari. Vitalizi già aboliti da Umbria con legge del 2011 e a partire dal 2015, mentre a livello nazionale si sta discutendo una proposta di legge presentata in Parlamento dal PD. Per i 5 Stelle, si trattava di ridurre la spesa sostenuta dalla Regione per i vitalizi degli ex consiglieri regionali, prevedendo la sospensione del pagamento a seguito dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Non solo: si è avanzata la proposta del divieto di cumulo con altri vitalizi da parlamentari; dell’innalzamento dell’età in cui si percepisce il vitalizio alla soglia prevista per la generalità dei lavoratori in relazione alla pensione di vecchiaia; della riduzione per 3 anni dell’importo degli assegni ai fini del contenimento della spesa pubblica; della pubblicazione dei nominativi dei beneficiari degli assegni vitalizi sul sito istituzionale della Regione”. Ma per la presidente Marini tale emendamento “non è connesso all’Omnibus. Siamo pronti a discutere nel merito, ma così non è ammissibile”.

Il vitalizio non è ascrivibile al sistema pensionistico“, ha detto il consigliere Brega (PD). “Nel merito approveremmo qualcosa che abbiamo già discusso. Un argomento su cui questa regione ha già svoltato. Oggi dovremmo solo decidere di abolire il vitalizio a chi lo prende. Prima è il caso di vedere cosa accade in Senato, mentre la rideterminazione sarebbe controproducente“.


Regione Umbria, il “buco nero” dei vitalizi


Al momento dell’intervento della presidente Marini, Liberati, a microfono spento, ha cercato di rimpossessarsi della parola. “Liberati, lei deve studiare“, ha risposto Marini, mentre Liberati urlava “è un maleducato, fa ridere i polli con le sue urla. Non fa paura a nessuno. Ha fatto l’assistente di un consigliere regionale di Forza Italia per anni, perché non gli ha consigliato di rinunciare al suo vitalizio. Pubblichi che lei prende più del presidente della Regione“. Seduta a quel punto sospesa per alcuni minuti, in attesa di ristabilire l’ordine in aula. Alla fine, capigruppo e Presidenza hanno concordato di rinviare in Commissione per discutere l’emendamento entro gennaio.

Tutti i provvedimenti dell’Omnibus

Vitalizi a parte, l’Omnibus è stato comunque approvato con i 13 sì dei consiglieri di maggioranza e i 7 contrari dalle opposizioni. Con esso, approvata la possibilità per la Regione di affidare in uso gratuito il proprio patrimonio indisponibile anche alle fondazioni, così come il complemento del riordino per la caccia dopo il passaggio delle competenze dalle Province alla Regione e le modifiche alla normativa regionale necessarie dopo la soppressione del Corpo forestale dello Stato, in particolare in materia di incendi boschivi. Viene poi introdotta una deroga alla norma per la tutela e lo sviluppo del patrimonio ittico regionale che consenta per quattro giorni la possibilità di esercizio degli sport acquatici, come rafting e canoismo, anche da novembre a marzo, periodo nel quale al momento non è consentito. Nel testo sono contenute anche novità per l’Adisu, in particolare per le norme in materia di appalti seguendo quanto introdotto dal Defr 2018-2020.

Previsto anche un piano di liquidazione unitario per tutte le comunità montane e il recepimento del sistema duale in materia di sistema regionale di istruzione e formazione professionale: accanto alla formazione frontale, quindi, si dà la possibilità di fare apprendistato, alternanza scuola lavoro e impresa formativa simulata. Recepite inoltre le normative che riguardano gli accertamenti sanitari e le commissioni mediche per il riconoscimento della invalidità civile.

Novità infine per ciò che riguarda le misure speciali per la ricostruzione post sisma. La Giunta regionale potrà infatti procedere alla utilizzazione delle graduatorie di selezioni pubbliche a tempo determinato indette dalla Giunta regionale e disponibili nel quadriennio 2017— 2020, per profili professionali corrispondenti a quelli necessari. Si tratta di assunzioni della durata massima di trentasei mesi, fermo restando il rispetto dei limiti e condizioni previsti dalla normativa vigente in materia di lavoro a tempo determinato.

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