La vicenda è ricostruita dagli esponenti della Lega, Corrado Belloni, di Fratelli D’Italia, Luciana Veschi e Giacomo Buitoni, San Giustino nel cuore. Secondo quanto riferito dai tre esponenti politici: “Nel territorio comunale di San Giustino, al confine con le Marche, sorge la località montana di Valghisole dove vive, insieme alla sua famiglia, Pietro, che come tutti i suoi coetanei frequenta la scuola elementare. Tuttavia, non quella di San Giustino, bensì quella marchigiana di Mercatello sul Metauro, poiché è l’istituto più vicino è raggiungibile in circa venti minuti di scuolabus, mentre la scuola del nostro Comune dista quasi un’ora di viaggio a causa della viabilità difficoltosa e della maggiore distanza dei plessi scolastici”.
Lega-FdI “Bus negato a bambino, vergonoso”
“Fino a giugno dello scorso anno, il Comune di San Giustino sosteneva le spese per garantire a Pietro il servizio di scuolabus verso Mercatello. Quest’anno, però, per ragioni non chiare, tale servizio è stato negato, costringendo i genitori ad accompagnare ogni giorno il figlio a scuola, con notevoli disagi e sacrifici lavorativi. È vergognoso – concludono i tre consiglieri – che a San Giustino non si riescano a trovare poche risorse in un bilancio più che solido per assicurare un diritto fondamentale a un bambino, mentre si spendono soldi per eventi fallimentari, si destinano fondi a pioggia agli extracomunitari che quotidianamente accedono al Palazzo Comunale e si finanziano in modo sproporzionato alcune associazioni a discapito di altre. Ma non si trovano risorse per un bambino che, probabilmente, ha solo la ‘colpa’ di chiamarsi Pietro e non Abdul”.