Festival dei 2Mondi

Le radici di mezzo mondo, commuove il “ricordo” di Maria Maddalena

Si è concluso poco fa il polittico creato in esclusiva per il Festival dei Due Mondi, “Le radici di mezzo mondo”, drammaturgia e regia di Michele Santeramo, musiche di Sergio Altamura, dedicato a cinque personaggi dei Vangeli rivisti in una visione meno ecclesiastica e più umana, cinque personaggi chiamati ad occuparsi dell’umanità odierna. Dopo le recite dedicate a Giuda, Pietro, Maria e Maria Maddalena, oggi pomeriggio all’auditorium della Stella è andato in scena Pilato.

Ieri è stata la volta di Maria Maddalena, o Maria di Magda, la discepola più fedele di Gesù dopo che l’aveva liberata dai demoni, la donna che rimase a lui davanti alla crocifissione e alla risurrezione, storicamente definita l’apostola degli apostoli.

Santeramo ci regala una suggestiva narrazione dove il narratore incontra una Maria Maddalena bambina (in sala vengono distribuite le foto della Maddalena bimba) che lo convincerà che il tempo “gira e ritorna”, di essere la stessa persona che duemila anni fa ha vissuto, da adulta, la vita di Gesù.

Ciò che ha vissuto da grande, può essere meglio raccontato con l’animo di una bambina innocente, capace di affrontare ricordi e dolori, disperazione e speranza.

Sono 75’ di teatro puro, fatto di pathos e di gioia, commovente, a tratti giocoso (anche retorico) magistralmente interpretato da Manuela Mandracchia, nota al grande pubblico come voce del programma radiofonico di Radio3 Ad alta voce (per il teatro, già allieva di Luca Ronconi, ha recitato con Mariangela Melato, Umberto Orsini, Massimo Polizio, per citarne alcuni) insieme a Michele Santeramo e Sergio Altamura.

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