Alla 14° edizione della mostra-mercato dell'editoria umbra, in programma a Perugia dal 5 al 9 novembre, parteciperà anche Egildo Spada. Una presenza che ha alla base la sua ultima fatica letteraria, In folio, edito da Guerra nell'aprile scorso. Si tratta di una raccolta di poesie, che fa seguito a quelle del 1981 e del 2005, attraverso la quale il professor Spada offre il proprio punto di vista su temi come l'esilio, non solo geografico, il passato, il tempo e la tradizione. Una poesia che non è ancorata ai luoghi in cui Spada è nato e vissuto ma da questi ispirato nell'esprimere messaggi che hanno un carattere universale. Come ha scritto Carlo Guerrini nella nota al testo “leggere la poesia di Egildo Spada è come vivere un'esperienza di confine, e non tanto nel passaggio fin troppo ovvio dal codice relazionale della lingua comune a quello irrazionale e analogico della lirica, quanto nell'attraversamento di un tempo e di uno spazio illimitati”. Nell'elaborazione della raccolta, suddivisa in quattro sezioni, Spada dimostra di saper padroneggiare più generi espressivi attraverso i quali l'autore esprime di volta in volta l'universalità del proprio pensiero. La produzione letteraria di Egildo Spada, non a caso, vede, accanto alle poesie, anche saggi sulla storia e la tradizione dell'Umbria. Il suo paese natale, Poggiodomo, è stato l'oggetto di diverse pubblicazioni, così come la pratica della transumanza e il vocabolario dialettale della Valnerina. L'esordio come poeta risale al 1981, con Sillabario, a cui ha fatto seguito, nel 2005, Il ritorno e, da qualche mese, In folio. La partecipazione ad UmbriaLibri, manifestazione articolata tra incontri d'autore, performance artistiche e musicali, dibattiti e confronti, ospitati degli splendidi palazzi e teatri del centro storico di Perugia, rappresenta, quindi, per il professor Spada un importante riconoscimento. L'appuntamento, dunque, è per sabato 8 novembre alle ore 16 presso la Sala della Vaccara a Palazzo dei Priori. Parteciperanno oltre al professor Spada, gli autori Brunella Bruschi e Luigi Maria Reale.