Le macchine a spalla patrimonio dell'Unesco, tutte tranne i Ceri di Gubbio / La “corsa solitaria” non paga

Le macchine a spalla patrimonio dell'Unesco, tutte tranne i Ceri di Gubbio / La “corsa solitaria” non paga

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Alessia Chiriatti

I Gigli di Nola, la Varia di Palmi, i Candelieri di Sassari e la Macchina di Santa Rosa di Viterbo: tutte tradizionali macchine a spalla. Per loro mercoledì è arrivato il sì da Baku, la capitale dell'Azerbaijan, da parte dell'ottavo Comitato intergovernativo dell'Unesco, che ha concesso loro di diventare patrimonio dell'umanità, un tesoro da tutelare. Nella rosa dei nomi, non sono però incluse le altrettanto famose macchine a spalla eugubine, i Ceri: la cittadina umbra aveva deciso, già nel 2010, di concorrere da sola per il riconoscimento. Ed ora, al momento del responso, arriva la beffa: Gubbio è fuori.

Un titolo quello conferito dall'Unesco che viene ormai concesso sempre più di rado, dopo l'exploit degli anni precedenti. In Umbria ad esempio la città di Assisi e i luoghi di San Francesco sono stati iscritti nella world heritage list nel 2000. L'agenzia dell'Onu ha particolarmente apprezzato la rete costruita tra le diverse macchine tradizionali italiane, situate in differenti regioni, e anche per questo le ha premiate. Anzi, ha anche indicato questo modus operandi come un elemento lodevole e da seguire per le future candidature Unesco. Una coesione, dunque, non solo religiosa ma anche sociale, che supera l'espressione identitaria e costruisce una rete. La proposta della candidatura per le macchine tradizionali fu già accettata nel 2011 dall'ufficio Patrimonio Unesco del ministero dei Beni culturali: l'anno successivo fu l'unica ad essere presentata dall'Italia. La comunicazione da parte dell'agenzia Onu è stata accolta con un grande applauso anche da Giampaolo Cutillo, l'ambasciatore d'Italia in Azerbaijan, e da Patrizia Nardi, coordinatrice della rete e responsabile del progetto di candidatura.

Per Gubbio è una beffa: la città dei Ceri era stata nel 2004 la promotrice della rete per la candidatura delle macchine tradizionale, grazie ad una delibera del consiglio comunale approvata all'unanimità. Nel 2006 arrivò la firma per il protocollo d'intesa, ma nel 2010 ci fu lo strappo: Gubbio provò a correre da sola, ma nel 2012 fu estromessa. E ora l'annuncio: unica volta in cui Sant'Ubaldo “resterà fuori”.

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