(Fda)- E' servito l'intervento delle Iene e della polizia di postale di Perugia per mettere fine a un caso di cyberstalking internazionale, il primo in Italia, che andava avanti da ormai due anni ai danni di una signora divorziata di Perugia.
Adescava le sue vittime tramite il popolare sito di messaggistica “Badoo” il 28 enne francese Benjamin Esturgie, per poi raccogliere informazioni sul loro conto e perseguitarle tramite messaggi, email, lettere e terlefonate minatorie. Proprio sul sito in questione è avvenuto nel maggio del 2008 il contatto tra Esturgie e la signora di Perugia, divorziata e con figli. Dopo due settimane di conversazioni amichevoli, la signora aveva avvertito qualcosa di anomalo nel suo interlocutore, che si faceva sempre più pressante e mostrava segni evidenti di instabilità. Proprio la decisione di chiudere ogni rapporto con il ragazzo è l'occasione che da vita alla persecuzione. Da quel punto in poi, il ragazzo, dalla sua casetta di campagna dove viveva con i genitori a Oy, piccola frazione della cittadina di Vallereille-les-Chases – Routes des Vantoux nei pressi di Besancon, vicino alla frontiera franco-svizzera, inizia a telefonare alla signora, al suo ex marito, a minacciare di morte loro e i figli, a mandare alla donna foto di bare, di armi, di donne brutalmente picchiate, insieme a lettere ossessive -circa settanta-, con la parola “TI UCCIDERO'” ripetuta di continuo. Inutile il tentativo di far perdere le proprie tracce: il ragazzo, spacciandosi per qualcun altro al telefono o con sotterfugi, continua a rintracciare la signora e a perseguitarla, a molestare i suoi conoscenti -perfino i vicini di casa-, costringendola a vivere in un costante clima di paura. Inutili a far desistere al ragazzo le continue segnalazioni da parte della donna alla polizia, che più di una volta si è recata a presidiarne la casa, senza nessun reale avvicinamento dello stalker, che non ha mai messo piede in Italia.
Alla vicenda si riesce a mettere fine con un doppio intervento, della polizia postale e delle Iene.
Il primo dicembre scorso sono infatti due iene, il perugino Mauro Casciari e la francofona Laura Gauthier, a interessarsi alla storia e a recarsi a Oy per rintracciare il giovane e chiedergli conto delle continue persecuzioni.
Dopo alcune chiamate e una breve indagine per rintracciare l'effettiva collocazione dell'abitazione del ragazzo, le due iene con al seguito il cameraman, la signora e l'ex marito, raggiungono la casa, dove si presentano ai genitori e al giovane come semplici amici della signora. Dopo un primo momento di smarrimento, il ragazzo inizia a difendersi, mostrando segni di “lucido squilibrio”, spiegando che per lui la signora era come una madre, l'unica che lo chiamava “Benny”, e che non aveva saputo accettare l'interruzione dei rapporti. “L'ho fatto perchè la signora tre anni fa ha smesso di parlarmi, di scrivermi”, ha detto, secondo il racconto riferito da Casciari. Dopodiché la fase dell'ira. Il ragazzo perde la calma, insulta la signora, ricomincia a pronunciare frasi sconnese e a rivolgere alla donna minacce di morte, come la frase “se vengo in Italia è per fare un viaggio di sola andata. Io mi suicido, ma ammazzo prima la signora e i suoi figli”. E poi, mentre le due iene e le vittime della persecuzione tentano di andar via, le escandescenze contro l'intera troupe, contro il furgone a noleggio su cui cercano di ripartire, il tentativo di sfondarne i vetri con sassi e anche con i gomiti, e poi una serie innumerevole di chiamate minatorie per tutto il resto del giorno.
L'altro epilogo della vicenda è invece a Perugia, dove gli agenti della polizia postale ritengono che ci sono le condizioni per la configurazione del reato di stalking, che, diversamente dalle semplici minacce di cui si parlava all'inizio, prevede la custodia cautelare per il responsabile. A questo punto, parte immediata la richiesta di arresto al giudice per le indagini preliminari, la accoglie e avvia le procedure tramite il ministero per invitare le autorità francesi a mettere le manette ai polsi del ragazzo. Esturgie attualmente è in attesa di sapere dai giudici locali se dovrà scontare la sua pena in Francia o in Italia.
“Come avviene nella maggior parte dei casi di cyberstalking, si sentiva invulnerabile dalla rete e non aveva un'idea precisa della gravità di quello che faceva”, ha spiegato oggi Annalisa Lillini, dirigente della polizia postale di Perugia. “Il problema vero è che in futuro, visto che utilizza la rete, nonostante le precauzioni che si adottano in questi casi, lui stesso possa riprendere con le sue persecuzioni”.