Una richiesta a settimana, 64 in un anno. È il numero delle domande di inserimento lavorativo pervenute all’ITET “Aldo Capitini” di Perugia attraverso il servizio di Job Placement attivato dalla scuola per mettere in contatto aziende e studi professionali con ex studenti e neodiplomati degli indirizzi economici e tecnologici. Le richieste hanno riguardato 16 studi fiscali e tributari, 29 aziende interessate a diplomati dell’area economica e 19 aziende o studi professionali del settore Costruzioni, Ambiente e Territorio (Cat).
Numeri che confermano quanto emerge anche dalle rilevazioni del Sistema Excelsior: il tessuto produttivo umbro continua a registrare una domanda significativa di profili tecnici ed economici.
E soprattutto l’appello lanciato dai costruttori edili di ANCE Umbria per la carenza di una figura, quella del geometra, che è ancora centrale nel mondo delle costruzioni. Da qui anche il protocollo avviato con il “Capitini”, che ha poi portato alla creazione della Rete ScuolANCE con tutti gli istituti umbri con indirizzo CAT. E le ulteriori collaborazioni con i Collegi Geometri di Perugia e Terni.
Eppure, a fronte di queste opportunità, le candidature disponibili sono risultate poche, ma non si tratta di disinteresse né di mancanza di competenze. “Per soddisfare pienamente le richieste del territorio – spiega il dirigente scolastico Silvio Improta – il Capitini dovrebbe diplomare il doppio o il triplo degli studenti negli indirizzi economici e tecnologici. La cosiddetta “mancanza di candidature” nasce da un dato strutturale: circa la metà dei nostri diplomati prosegue gli studi universitari e molti degli altri trovano occupazione immediatamente dopo il diploma“.
Una dinamica che testimonia l’elevata occupabilità dei percorsi formativi dell’istituto, ma che al tempo stesso evidenzia un fabbisogno crescente di figure tecniche sul territorio. Non a caso, nell’ultimo anno non è stato possibile assegnare due borse lavoro da 3.000 euro ciascuna, destinate ai neodiplomati, proprio per l’insufficienza di candidature. “Le imprese cercano competenze tecniche, amministrative, contabili e progettuali – aggiunge Improta – e i nostri diplomati possiedono esattamente queste competenze. Gli istituti tecnici oggi rappresentano una leva strategica per lo sviluppo economico del territorio“.
Un tema che trova eco anche nelle analisi della Camera di Commercio dell’Umbria, che più volte ha richiamato l’attenzione sul disallineamento tra domanda e offerta di lavoro qualificato. Una stima del Sistema Informativo Excelsior, basata sui dati di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, indica che nel periodo 2025-2029 in Umbria serviranno 13.400 addetti con diploma di istruzione secondaria superiore tecnico-professionale e che una richiesta su quattro (3.400) riguarda diplomati Afm (ex Ragioneria). Per il resto, si cercano 2.000 (14,9%) diplomati dell’indirizzo Turismo ed enogastronomia, 1.100 (8,2%) dell’indirizzo informatico e altrettanti del corso Cat – Geometri.