L'assessore Napolitano parteciperà alla manifestazione nazionale degli “Indignados”

L'assessore Napolitano parteciperà alla manifestazione nazionale degli “Indignados”

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di Christian Napolitano (*)

Negli scorsi mesi l’amministrazione comunale aveva denunciato come la crisi economica fosse ben lontana dall’esaurirsi: il numero sempre più crescente di famiglie richiedenti aiuto ai servizi sociali, l’emergere di condizioni di disagio sociale anche per quello che una volta si sarebbe definito “ceto medio”, la mancanza generalizzata di lavoro, anche in settori storicamente trainanti, erano segnali chiari che l’Assessorato alle Politiche Sociali aveva posto all’attenzione dell’opinione pubblica, proprio nel momento in cui il governo nazionale decideva di tagliare i trasferimenti agli Enti Locali, ed in particolare al settore sociale.
Oggi, purtroppo, la situazione è ulteriormente peggiorata e, nonostante gli sforzi che il Comune di Foligno compie con i pochi mezzi che ha a disposizione, non posso non manifestare tutta la mia preoccupazione circa la capacità del tessuto sociale cittadino di reggere la crisi.
Il livello di impoverimento delle famiglie folignati è ormai a livello di guardia e anche l’ultima manovra economica, anziché cercare di fronteggiare veramente l’emergenza, scarica tutto il peso della crisi sui lavoratori e sugli Enti Locali, costringendo i Comuni a tagliare i propri servizi e a ridurre, in un momento tanto delicato, i propri interventi.
È di queste settimane la notizia dell’azzeramento del Fondo “sostegno affitti” che il governo nazionale ha ridotto, per la Regione Umbria, da € 2,4 milioni a soli € 182mila: un taglio irresponsabile, che avrà inevitabili ripercussioni sulla vita di tante cittadine e tanti cittadini folignati. Allo stesso tempo, come conseguenza dei tagli ai trasferimenti agli Enti Locali, è drasticamente ridotta la disponibilità di risorse con cui si è finora fatto fronte alla crescente povertà delle famiglie: il Comune di Foligno, infatti, non sarà più in grado di erogare i contributi economici a favore dei nuclei più poveri con la stessa intensità di questi ultimi anni.
Ma le conseguenze della manovra economica irresponsabile ed iniqua varata dal governo nazionale sono ancora più gravi. I provvedimenti presi, infatti, finiranno per smantellare una volta di più lo stato sociale e scaricare i costi della crisi ancora una volta sulle spalle dei lavoratori e delle famiglie. Le misure che il governo irresponsabilmente vorrebbe attuare consistono nella distruzione del sistema di welfare locale, nell’attacco ai diritti dei lavoratori, nella privatizzazione dei servizi pubblici locali, che andrebbero svenduti agli appetiti dei potentati economici privati, nella riduzione dei servizi sociali ai soggetti più fragili (come ad esempio gli anziani e i disabili, ma anche chi vive in una situazione di difficoltà economica). E tutto questo senza che alle banche ed ai ceti più alti venga chiesto un solo centesimo!
Per i lavoratori e per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane, infatti, non ci saranno più servizi locali, asili nido, trasporti pubblici, servizi per disabili e per anziani, interventi domiciliari a sostegno delle famiglie, contributi economici quando si è in difficoltà ecc… mentre chi guadagna redditi alti o altissimi non vedrà in alcun modo intaccato il proprio tenore di vita. Insomma: uno schifo!
Di fronte a questo scenario, gli amministratori locali devono, allora, avere il coraggio di assumere, in prima persona, un ruolo da protagonisti nelle mobilitazioni sociali, al fianco dei propri concittadini: lo sbaglio più grande, infatti, che gli Enti Locali potrebbero fare sarebbe quello di accettare supinamente i provvedimenti oggetto della manovra economica, adeguando i propri bilanci alle minori entrate stanziate dallo Stato. Accettare, insomma, di fare i becchini del sistema di welfare locale! È bene, invece, che proprio dai territori, dalle città e dai Comuni, si abbia il coraggio di mobilitarsi per sostenere il proprio NO alla manovra economica e ai diktat della BCE, che rischiano di seppellire lo stato sociale in Italia e, con esso, la democrazia.
Per questo, parteciperò convintamente alla manifestazione nazionale indetta dagli “Indignados” a Roma il prossimo 15 ottobre, con l’impegno di dare pieno sostegno alle forme di lotta e di mobilitazione sociale che ne seguiranno.

(*) Assessore alle politiche sociali, edilizia residenziale pubblica e servizi generali del Comune di Foligno

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