L'aria nella zona industriale di Santo Chiodo non è inquinata / Lo afferma uno studio del Ciriaf - Tuttoggi.info

L'aria nella zona industriale di Santo Chiodo non è inquinata / Lo afferma uno studio del Ciriaf

Redazione

L'aria nella zona industriale di Santo Chiodo non è inquinata / Lo afferma uno studio del Ciriaf

Lun, 03/02/2014 - 09:42

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Frutto della convenzione sottoscritta nel luglio del 2011 con il CIRIAF (Centro Interuniversitario di Ricerca sull’inquinamento da Agenti Fisici) dell’Università di Perugia, lo studio appena concluso per l’area di Santo Chiodo ha garantito un monitoraggio costante della qualità dell’aria. “In questi anni grazie all’attività svolta insieme al CIRIAF – dichiara il Vice sindaco Stefano Lisci – è stato possibile effettuare rilevamenti costanti nell’area di Santo Chiodo, ottenendo un quadro quali-quantitativo complessivo delle principali sorgenti di inquinanti atmosferici, compresi anche IPA, Fenoli, Diossine e Stirene che attualmente non sono monitorati dall’ARPA.

I risultati scientifici e documentati – afferma Lisci – hanno dimostrato sia che le concentrazioni degli inquinanti normati sono molto basse e non mostrano particolari criticità essendo esse abbondantemente inferiori ai limiti, sia che la rappresentatività della campagna di misura effettuata può considerarsi adeguata in quanto caratterizzata da giornate ad elevata stabilità atmosferica e giornate con ventilazione più elevata. Fenolo e Stirene, due inquinanti industriali di specifico interesse per l’area di studio, sono risultati assenti, mentre le concentrazioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici sono al di sotto dei limiti, anche se prossimi alla Soglia di Valutazione Superiore”.

Aggiunge poi il vicesindaco: “La sorgente di IPA più probabile per l’area in esame è costituita dalla combustione di legna ed altre biomasse, per cui su queste sorgenti dovrà essere esercitato un adeguato controllo. Dato importante anche quello relativo alle diossine, che sono presenti a livelli quasi prossimi allo zero e non costituiscono un problema sanitario: in queste condizioni la quasi totalità dell’esposizione a diossine è dovuta all’ingestione dei cibi. Lo studio effettuato in convenzione con il CIRIAF – conclude Lisci – fornisce inoltre una serie di indicazioni sullo stato ambientale dell’area di Santo Chiodo, informazioni indispensabili non solo per la pianificazione dello sviluppo urbano ed industriale, ma anche per la tutela della salute pubblica dai rischi legati all’inquinamento atmosferico”.

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